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domenica 16 luglio 2017

16 Luglio - Solennità della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo


Novena a cura di P. Anastasio Francesco Filieri O Carm

Solennità della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo 



Nella sequenza o canto del Flos Carmeli, che i carmelitani da secoli rivolgono alla Madonna, è racchiuso tutto il patrimonio di fiducia e amore dei fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo. Maria è il fiore del Carmelo, vite fiorita e splendore del cielo, dice il canto. In una terra pre-desertica, qual è il territorio israeliano, l’estesa altura del Monte Carmelo, con la sua coltura lussureggiante e bellezza è configurata a Maria: fiore, vite che fiorisce, cielo terso e splendente, e stella del mare conclude il canto. Perché il Monte Carmelo si affaccia sul Mare Mediterraneo. 

Stella Maris in latino, in ebraico e in arabo è la scritta della via che dal mare, in una chilometrica salita, conduce al Monte Carmelo. La realtà geografica del Carmelo, la sua fioritura, la sua bellezza è figura della Madonna, tanto che il Cantico dei Cantici, nell'elogiare la bellezza della sposa, dice:”Il tuo capo è come il Carmelo”. Questa espressione è riportata alla Madonna nella liturgia della festività. Il cuore della preghiera, dell’inno a Maria è:”Sii propizia ai carmelitani, o Stella del Mare”. La Santa Sede non voleva che gli ordini cavallereschi che avevano combattuto nelle crociate in Terrasanta, come l’ordine teutonico e tanti altri, avessero modo di espandersi in Europa. I carmelitani provenivano dalla Terrasanta. Di qui la difficoltà ad essere annoverati tra gli ordini religiosi mendicanti in Europa e approvare la loro Regola di Vita, formulata da Albero, Patriarca di Gerusalemme. I Carmelitani si rivolsero a Maria loro Madre:”Fiore del Carmelo, sii propizia a noi carmelitani o Stella del Mare”, come termina il canto. La Madonna apparve e donò lo scapolare, quale segno di protezione materna per i carmelitani. Dopo tanto e prolungato tergiversare la regola di vita dei carmelitani fu approvata dalla Santa Sede e l’ordine ebbe modo di espandersi in Occidente. Come abbiamo notato nei giorni precedenti, Maria apparve ai pastorelli di Fatima il 16 Luglio rivestita come Madonna del Carmine. Suor Lucia entrò in un monastero carmelitano e lì finì i suoi giorni. Inoltre l’ultima apparizione di Lourdes a Bernadette avvenne il 16 Luglio. Una coincidenza di apparizioni come conferma dell’apparizione della Madonna del Carmine con lo scapolare. 

I carmelitani hanno considerato Maria sorella e madre. Sorella perché li ha rivestiti di lei, del suo abito, e madre perché tale l’ha voluta Cristo Gesù sull'altare della croce, donandola a Giovanni e per lui a tutti noi. E nel cenacolo adunò fratelli e sorelle, discepoli e apostoli. In questa comunità di comunione in Cristo, è configurata la fraternità carmelitana. Il Monte Carmelo è il luogo ove Elia esercitò il suo ministero profetico, combattendo contro quanti volevano rompere l’alleanza con il Signore Dio di Israele: il re Acab, la regina sua moglie Gezabele, che aveva introdotto il culto del dio Baal e i profeti, da lei foraggiati. Il libro dei Re fa irrompere Elia nella storia di Israele mentre si pone di fronte al re:”Viva Dio, alla cui presenza io sto, in questi anni non ci sarà né rugiada né pioggia, se non quando io lo comanderò”. Da notare che Elia fece questa drammatica affermazione al re, attestando di essere alla presenza di Dio. L’essere in Dio, alla sua presenza, ha affascinato tanti che lungo i secoli sono vissuti, quali figli di Elia, sul Monte Carmelo, nei segni della sua presenza: la grotta e la fonte di Elia, indica non solo il luogo materiale quale segno, quanto fonte ispirante eliana di vita in Dio. Elia fu perseguitato da Gezabele, si rifugiò presso il torrente Karit, andò in interra pagana, aiutò una donna per sovvenire alla carestia, ridonò la vita al figlio morto e dopo tre anni ritornò per una sfida sul Carmelo, tra lui e i falsi profeti. 

Dopo tre anni Elia invitò il re Acab a salire sulla cima del Monte e mandò il suo servo per vedere se apparisse la nube che allargandosi avrebbe bagnato,inondato di pioggia la terra. Dopo la settima volta una nube, che nella tradizione latina dice:”Quasi vestigium ominis”, quasi a forma d’uomo, si allargò e la pioggia cadde abbondante. In quella nube a immagine di uomo i pii carmelitani hanno pensato di poter intravedere la Madonna. Inoltre un’altra tradizione o leggenda vuole che la Madonna, come è salita al Tempio di Gerusalemme, sia salita sul Monte Carmelo, non lontano da Nazaret, in pellegrinaggio presso la grotta di Elia, il più grande dei profeti. Grotta di Elia appartenuta ai carmelitani, ma di cui si sono appropriati gli israeliani, facendone una sinagoga e dando il permesso ai carmelitani di celebrare l’Eucarestia nella grotta nelle festività di S. Elia e S. Eliseo. L’Oratorio era il cuore del Monastero sul Monte Carmelo, ove i frati si raccoglievano, come figli e fratelli di Maria nello sfondo della sua immagine, quasi a rappresentare il Cenacolo, ove raccolse, in preghiera, la chiesa nascente, nell'attesa che lo Spirito Santo infiammasse il Cenacolo per avviare l’evangelizzazione delle genti. 

L’identità Eliana e Mariana costituiscono il fondamento della vita e della spiritualità carmelitana: vivere alla presenza di Dio in unione mistica con lui, farsi servo della Parola e viver in conformità a Cristo, come Maria. Questi cardini formano l’eredità, la spiritualità carmelitana. L’amore verso Maria non è espresso in un vago sentimento, ma in una comunione di vita divina, mariana, come lei l’ha vissuta in Nazaret, in uno con il Figlio suo Gesù. L’esperienza di Maria con Gesù in Nazaret è l’esemplarità di vita in Cristo e vita mariana. La fusione di comunione tra loro e di loro nel volere del Padre costituisce la fonte della spiritualità carmelitana. Lo scapolare è il segno esterno che indica e ci riporta a vivere questo patrimonio di spiritualità. Diventa lo scapolare il segno e lo stimolo alla identità carmelitana. Lo scapolare è un sacramentale, a modo di sacramento, perché è un segno che ci riporta alla vita di Maria in Dio. Perché è segno della materna protezione di Maria su di noi.


venerdì 25 dicembre 2015

Buon Natale




O SPLENDORE PURISSIMO

… e da Luce arcana infiniti sfavillano universi

armonia sublime

attorno a sua lucerna il bel pianeta fulgente silenzio gira

esteso tempo

poi...

poi anche d'antropi è dimora

greve ombra il globo avvolge

superbia invidia avarizia cruente ere sempre

scempi pure al bel pianeta nell'insipienza a sé...


E Tu

Splendore Purissimo

Tu l'umana forma non disdegni

me sei

gl'innumeri esseri che furono

sono

saranno sino a lancette ferme...

noi

ribelli noi ancora 


teste restiamo d’ iniquità pregne 

non di Te

no

Amore sei non compreso

rinnegata Bellezza

e naviga in dies satanico caos 

l'umano impasto 

famelico business l’avvince.

Scendi !

Te oriamo nella indegnità nostra

misericordioso scendi

l'Oriente illumina l'Occidente ottenebrate menti…

Scendi !

Al mal seme d’Adamo pietoso scendi

Luce d’Amore …


    (Antonietta Benagiano)   
   

martedì 6 gennaio 2015

Pregare il Vangelo Epifania del Signore


VATICANO 2013
Adorazione dei Magi (Pinturicchio)


Epifania del Signore 

dal Vangelo secondo 

Matteo (Mt 2,1-12)

Preghiera


ALAND 2013
Emissione congiunta

Una nube guidava i liberati dalla schiavitù del faraone, incamminati verso una terra, da Dio promessa ai Padri. Una stella ha guidato i Magi, per incontrare e adorare te, Cristo Signore, riconosciuto re e Signore. Noi non pretendiamo segni dal cielo per incamminarci lungo i sentieri da te tracciati, non osiamo tanto; ma fa’ che abbiamo ad essere illuminati dalla luce della tua Parola, del tuo Vangelo. E luce sarà in noi, tanto da farla risplendere davanti agli uomini come Tu, Cristo Signore, ci hai comandato. Il tuo apostolo Giovanni ha sperimentato e partecipato a noi che Tu sei la luce vera, che illumina ogni uomo. 


Quella luce, quella candela accesa dal cero pasquale che, nel giorno del mio inserimento in te, Sacerdote Re e Profeta, è stata consegnata ai miei genitori: “Abbiate cura che vostro figlio, illuminato da Cristo, viva sempre come figlio della luce e, perseverando nella fede, vada incontro a Cristo che viene”. Stupenda liturgia battesimale. Come non riviverla, mio Cristo Signore! Fa’ che quella luce non sia mai un lumicino fumigante, ma ravvivala sempre in me. 


La tua luce, la tua stella ha condotto i Magi a incontrarti e adorarti. E loro simboleggiavano la sapienza di questo mondo, che viene a cercarti e a riconoscerti sapienza divina, e più ancora salvezza, rivelata per tutte le genti; non solo per l’antico popolo di Israele. 

       

Con le parabole del regno, della vigna data a vignaioli che l’avrebbero fatta fruttificare, a differenza di quanti l’hanno resa improduttiva, hai aperto la salvezza ad ogni uomo, senza differenze di persone. Spingi noi, che in te ci riconosciamo, a vedere in ogni uomo il nostro fratello, per cui sei disceso dal cielo, per incontrarci e redimerci con la tua croce. Sempre più ci sveli i misteri del tuo amore e noi ti lodiamo e ti ringraziamo.

La preghiera è tratta dal libro: 
Pregare il Vangelo di P. Anastasio Francesco Filieri O Carm


 



Vedi il post del 2014






Lectio Divina
Visita dei Re dell’Oriente
Matteo 2,1-12

giovedì 1 gennaio 2015

Maria Madre di Dio




Maria Santissima

Madre di Dio


"Io riconosco con tutta la Chiesa che Maria, non essendo una semplice creatura uscita dalle mani dell'Altissimo, paragonata alla Sua infinita Maestà, è meno di un atomo, o piuttosto è nulla del tutto, perché egli solo è Colui che è... Dico però che, supposte le cose come sono, avendo Dio, da quando formò Maria Santissima, voluto incominciare e compiere le sue più grandi opere per mezzo di lei, conviene credere che non muterà sistema nei secoli dei secoli... 

Il mondo era indegno - dice Sant'Agostino - di ricevere il Figlio di Dio direttamente dalle mani del Padre, perciò lo diede a Maria, affinché il mondo lo ricevesse da lei. 

Il Figlio di Dio si fece uomo per la nostra salvezza, ma in Maria e per mezzo di Maria... 

POSTE VATICANE 1988, Natività - Luca 2-14

Per mezzo di Maria la salvezza del mondo ebbe inizio, e per mezzo di Maria deve avere il suo compimento. Nel primo avvento di Gesù Cristo, Maria quasi non apparve, affinché gli uomini, ancora poco istruiti ed illuminati sulla persona di suo Figlio, non si allontanassero dalla verità, attaccandosi troppo sensibilmente e grossolanamente a lei, come sembra sarebbe accaduto se ella fosse stata conosciuta, a causa delle grazie ammirabili di cui l'Altissimo l'aveva adornata anche esteriormente.

 

Ma nel secondo avvento di Gesù Cristo, Maria deve essere conosciuta, e lo Spirito Santo la manifesterà, affinché per mezzo di lei Gesù Cristo sia conosciuto, amato e servito... 

AUSTRIA 1968, Lucifero
Maria deve essere terribile di fronte al diavolo e ai suoi seguaci, come un esercito schierato in battaglia... Dio non fece e non formò che una sola inimicizia, ma irriconciliabile, che durerà, anzi crescerà fino alla fine e cioè quella fra Maria, sua degna Madre, e il diavolo... che la teme non solo più di tutti gli Angeli e gli uomini, ma in un certo senso, più di Dio stesso, perché Satana, essendo superbo, soffre infinitamente più di essere vinto e punito da una piccola e umile serva di Dio, e l'umiltà della Vergine lo umilia più della divina onnipotenza... 

Ciò che Lucifero perdette per superbia, Maria lo ha acquistato con l'umiltà; ciò che Eva rovinò e perdette per disobbedienza, Maria l'ha salvato con l'obbedienza...

 
Sant'Agostino (VATICANO 1954) e San Luigi (FRANCIA 1974)

Secondo i Padri della Chiesa e molti Santi di Dio, la devozione a Maria e la consacrazione a Lei sono necessarie per salvarsi" (dagli scritti di S. Luigi Maria Grignon di Monfort)



Vedi il post del 2014


Approfondimento: 
Maria Madre di Dio (tratto dal sito Theotokios)





Lectio Divina
Visita dei Pastori a Gesù e sua Madre
Gli esclusi sono preferiti da Dio
Luca 2,16-21


lunedì 8 dicembre 2014

L'Immacolata


L'Immacolata Concezione di Maria



L'Immacolata Concezione di Maria è una realtà che è stata ben delineata in testi del Magistero, di Padri della Chiesa, di santi, di poeti. Ve ne offriamo una selezione.

La voce del Magistero

«Dio ineffabile fin da principio e prima dei secoli scelse e preordinò al suo Figlio una Madre, nella quale si sarebbe incarnato e dalla quale poi, nella felice pienezza dei tempi, sarebbe nato; e, a preferenza di ogni altra creatura, la fece segno a tanto amore da compiacersi in lei sola con una singolarissima benevolenza. Per questo mirabilmente la ricolmò, più di tutti gli angeli e di tutti i santi, dell’abbondanza di tutti i doni celesti, presi dal tesoro della sua divinità. Così Ella, sempre assolutamente libera da ogni macchia di peccato, tutta bella e perfetta, possiede una tale pienezza di innocenza e di santità, di cui, dopo Dio, non se ne può concepire una maggiore, e di cui, all'infuori di Dio, nessuna mente può riuscire a comprendere la profondità».

PRINCIPATO DI MONACO 1958
Francobollo quadrangolare


«Certo era del tutto conveniente che una Madre così venerabile risplendesse sempre adorna dei fulgori della santità più perfetta, e, immune interamente dalla macchia del peccato originale, riportasse il più completo trionfo sull'antico serpente; poiché a essa Dio Padre aveva disposto di dare l’unigenito suo Figlio – generato dal suo seno, uguale a Se stesso e amato come Se stesso – in modo tale che Egli fosse, per natura, Figlio unico e comune di Dio Padre e della Vergine; poiché lo stesso Figlio aveva stabilito di renderla sua Madre in modo sostanziale; poiché lo Spirito Santo aveva voluto e fatto sì che da lei fosse concepito e nascesse Colui, dal quale Egli stesso procede».



«I Padri e gli scrittori ecclesiastici, considerando che la Santissima Vergine fu chiamata piena di grazia dall'angelo Gabriele – per mandato e in nome di Dio stesso -, quando le annunciò l’altissima dignità di Madre di Dio, indicarono che, con un saluto tanto solenne e singolare, mai udito, si manifestava che la Madre di Dio era la sede di tutte le grazie divine, e che era adornata di tutti i carismi dello Spirito Santo».

REPUBBLICA DELLA GUINEA EQUATORIALE 1976
La Vergine Immacolata di El Greco


«A questo è dovuto il loro sentire, non meno chiaro che unanime, secondo il quale la gloriosissima Vergine, nella quale grandi cose ha fatto l’Onnipotente ( Lc 1, 49), splendette con tale abbondanza di doni celesti, con tale pienezza di grazia e con tale innocenza, che risultò come un ineffabile miracolo di Dio; e ancor più, come il miracolo culmine di tutti i miracoli e degna Madre di Dio; e avvicinandosi a Dio stesso il più possibile, per quanto glielo permetta la condizione di creatura, fu superiore ad ogni lode, tanto di uomini come di angeli».

 

«Per questa ragione, a onore della santa e indivisibile Trinità, a decoro e ornamento della Vergine Madre di Dio, a esaltazione della fede cattolica e a incremento della religione cristiana, con l’autorità di Nostro Signore Gesù Cristo, dei Beati Apostoli Pietro e Paolo e Nostra, dichiariamo, pronunziamo e definiamo: la dottrina che sostiene che la Beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in vista dei meriti di Gesù Cristo, salvatore del genere umano, è stata preservata immune da ogni macchia di peccato originale, è stata rivelata da Dio e perciò si deve credere fermamente e inviolabilmente da tutti i fedeli».



           
POSTE VATICANE 1954, Papa Pio IX

Beato Pio IX, Bolla Ineffabilis Deus, 8-XII-1854, che definisce come dogma di fede l’Immacolata Concezione.

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La voce dei Padri

«Esulti oggi tutta la creazione e frema di gioia la natura. Si rallegri il cielo lassù in alto e le nubi spargano la giustizia. Distillino i monti la dolcezza del miele e giubilo le colline, perché il Signore ha avuto misericordia del suo popolo e ha suscitato per noi un Salvatore potente nella casa di Davide suo servo, vale a dire, nella immacolatissima e purissima Vergine, mediante la quale arriva la salvezza e l’attesa dei popoli.

 

«Le anime buone e grate intonino un cantico di gioia; la natura convochi tutte le creature per annunciare loro la buona novella del loro rinnovamento e l’inizio della loro riforma [...]. Facciano salti di gioia le madri, perché colei che non aveva discendenza [Sant'Anna] ha generato una Madre vergine e immacolata. Si rallegrino le vergini, perché un terreno non seminato dall'uomo porterà come frutto Colui che procede dal Padre senza separazione, secondo una modalità più ammirevole di quanto possa dirsi. Applaudano le donne, perché se in altri tempi una donna fu occasione imprudente di peccato, ancora una donna oggi ci porta le primizie della salvezza; e quella che prima fu rea, si manifesta ora approvata dal giudizio divino: Madre che non conosce uomo, eletta dal suo Creatore, restauratrice del genere umano».

 

«Tutte le cose create cantino e danzino allegramente, e contribuiscano adeguatamente a questa giornata di gioia. Sia oggi una e comune la celebrazione del cielo e della terra, e quanto c’è in questo mondo e nell'altro facciano festa di comune accordo. Infatti oggi è stato creato ed eretto il purissimo santuario del Creatore di tutte le cose, e la creatura ha preparato al suo Autore un alloggio nuovo e appropriato».

SOVRANO ORDINE MILITARE DI MALTA 2004, L'Immacolata Concezione (particolare)

«Oggi la natura, anticamente estromessa dal paradiso, riceve la divinità e corre con passo gioioso verso la cima più alta della gloria. Oggi Adamo offre Maria a Dio a nome nostro, come le primizie della nostra natura; e queste primizie, che non sono state unite col resto della massa, sono trasformate in pane per la riparazione del genere umano».

«Oggi l’umanità, in tutto lo splendore della sua nobiltà immacolata, riceve il dono della sua prima formazione dalle mani divine e ritrova la sua antica bellezza. Le vergogne del peccato avevano oscurato lo splendore e gl’incanti della natura umana; ma nasce la Madre del Bello per eccellenza, la natura stessa riacquista in Lei i suoi antichi privilegi ed è modellata seguendo un modello perfetto e veramente degno di Dio. Questa formazione è una perfetta restaurazione; questa restaurazione, una divinizzazione; e questa, una parificazione allo stato primitivo».

GHANA 1981
L'Immacolata

«Oggi è sfavillata la porpora divina e la miserabile natura umana si è rivestita della dignità regale. Oggi, secondo la profezia, è fiorito lo scettro di Davide, il ramo sempre verde di Aronne, che per noi ha prodotto Cristo, il ramo della forza. 


REPUBBLICA DELL'ALTO VOLTA 1973
Cattedrale dell'Immacolata
Oggi da Giuda e da Davide è uscita una giovane vergine, portando il sigillo del regno e del sacerdozio di Colui che, secondo l’ordine di Melchisedek, ricevette il sacerdozio di Aronne. 

Oggi la grazia, purificando l'efod mistico del divino sacerdozio, ha tessuto – alla maniera di simbolo – la veste del seme levitico e Dio ha impregnato di porpora reale il sangue di Davide».

«In altre parole, oggi comincia la riforma della nostra natura: il mondo invecchiato, sottoposto ora a una trasformazione totalmente divina, riceve le primizie di una seconda creazione».

Sant'Andrea di Creta, Omelia 1 per la Natività della Santissima Madre di Dio .

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La voce dei santi

NICARAGUA 2004
150° Ann. Dogma dell'Immacolata

«Stiamo contemplando un mistero d’amore. La ragione umana non riesce a comprendere. Solo la fede può spiegare come una creatura umana sia stata elevata a una dignità così grande da essere il centro d’amore su cui convergono le compiacenze della Trinità divina. Ma, trattandosi di nostra Madre, ci sentiamo capaci, per così dire, di capire di più di quanto non ci sia concesso in altre verità di fede».

«I teologi, perché si potesse comprendere in qualche modo il senso di tutta l’abbondanza di grazie di cui Maria è rivestita e che culmina nell'Assunzione in Cielo, si sono espressi sovente con ragionamenti simili. Essi dicono: Era conveniente, Dio poteva farlo, quindi lo fece . È la spiegazione più chiara del perché il Signore concesse a sua Madre, fin dal primo istante della sua concezione immacolata, tutti i privilegi. Fu immune dal potere di Satana ed è tutta bella – tota pulchra! -, senza macchia e purissima nell'anima e nel corpo».

San Josemaría, È Gesù che passa , n. 171.

«Come piace agli uomini sentirsi ricordare la loro parentela con personaggi della letteratura, della politica, delle armi, della Chiesa...! – Canta davanti alla Vergine Immacolata e ricordale: ave Maria, Figlia di Dio Padre: ave Maria, Madre di Dio Figlio: ave Maria, Sposa di Dio Spirito Santo... Più di te, soltanto Dio!».

San Josemaría, Cammino , n. 496.

 

«Qualcuno di voi forse può pensare che il lavoro quotidiano, l’andirivieni della nostra vita, non si prestano molto per mantenere il cuore in una creatura purissima come la Madonna. Vi prego di riflettere. Che cosa ricerchiamo, anche senza prestarvi particolare attenzione, in tutto ciò che facciamo? Quando siamo mossi dall'amore di Dio e lavoriamo con rettitudine d’intenzione, cerchiamo ciò che è buono, ciò che è puro, ciò che porta la pace alla coscienza e la felicità all'anima. Commettiamo anche degli sbagli? È vero; ma proprio il riconoscimento dei nostri errori ci fa scoprire con ulteriore chiarezza che la nostra meta è questa: una felicità non passeggera, ma profonda, serena, umana e soprannaturale».

UGANDA 1992
La Vergine dell'Immacolata Concezione
«Esiste una creatura che su questa terra ha ottenuto questa felicità, perché essa è il capolavoro di Dio: la nostra santissima Madre, Maria. Maria è viva e ci protegge; è accanto al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, in corpo e anima. È la stessa creatura nata in Palestina, che si diede al Signore fin da bambina, che ricevette l’annuncio dell’arcangelo Gabriele, che diede alla luce il nostro Salvatore, che rimase con lui ai piedi della Croce».

«In Lei tutti gli ideali diventano realtà; ma non dobbiamo concludere che la sua sublime grandezza la renda inaccessibile e distante. Maria è la piena di grazia, la somma di tutte le perfezioni: ed è madre. Con il suo potere davanti a Dio, ci otterrà ciò che le chiediamo; essendo Madre, vuole esaudirci. E, sempre come Madre, ascolta e comprende le nostre debolezze, incoraggia, giustifica, facilita il cammino, ha sempre pronto un rimedio, anche quando sembra che non ci sia più niente da fare».
San Josemaría, Amici di Dio , n. 292

(Articolo tratto dal sito web: www.opusdei.org)



Le immagini dei francobolli, Area Italiana, sono tratte dal sito web: http://www.ibolli.it
mentre quelle dei francobolli Europei e Mondiali sono tratte dal sito web: http://colnect.com/it/stamps

domenica 23 novembre 2014

Pregare il Vangelo XXXIV Domenica T.O.


ITALIA 2001
Cristo in trono con gli Angeli
Solennità di Cristo Re dell’Universo

Dal Vangelo secondo Matteo
(Mt 25,31-46)

Preghiera

Il tuo volto, Signore, io cerco, non nascondermi il tuo volto. Non cacciare nell'ira il tuo servo. Donami la gioia di essere salvato. Questa mia esistenza è tesa a ricercarti, a sentirti vivo e presente nella mia vita, a sperimentare quella gioia e quella pace che viene da te e che solo Tu puoi donarmi. Tu sai quanto ti cerco, quanto tendo a lasciarmi guidare dalla tua parola, dal tuo Santo Spirito. Ma il tuo servo Davide ha affermato che nel peccato è stato concepito. E tra il tendere a te e sperimentare che nella carne sono nato, spesso si squilibra la bilancia. 


VATICANO 1974, Cristo in Trono, Volto ed Effige

Non avrai forse Tu pietà del tuo servo, non hai versato il tuo sangue per la remissione delle mie fragilità? Distogli, dunque, lo sguardo dai miei peccati. Sai che, come Pietro, potrei ripeterti più volte “Tu sai, Signore, che ti amo”. 
ANDORRA - 1975
Tu sai che in te ho posto la speranza della mia vita. Non allontanarti, “non cacciare nell’ira il tuo servo, il mio aiuto sei Tu”. Sii luce nel mio cammino. Guida i miei passi, perché possa incontrarti negli umiliati dalla vita, nel disoccupato che mi vuole coinvolgere nel trovare lavoro, nella vedova sola e sofferente che vuole essere ascoltata per raccontarmi le sue pene, le sue angosce, nella madre mortificata dal divorzio di sua figlia che rinchiude in seno, silenziosa, tanta sofferenza. Fa’, o Signore, che possa condividere le sofferenze altrui e Tu, malgrado le mie miserie, non allontanarti da me, donami un supplemento d’amore, perché anche io accompagni quanti vivono nella sofferenza. E al termine di questo mio viaggio terreno riconoscimi, almeno per quanto ti ho cercato, e dammi di partecipare del tuo amore nel tuo Regno, che non avrà mai fine. Come in questa mia esistenza ho cercato, sia pure nelle mie fragilità, di tenermi inserito nel tuo Regno, così fa’ che questo possa ottenere in pienezza, come hai promesso a quanti si sono posti alla tua sequela.

La preghiera è tratta dal libro: 
Pregare il Vangelo di P. Anastasio Francesco Filieri O Carm





Al termine dell’Anno liturgico si celebra la XXXIV domenica del cosiddetto «Tempo ordinario». La solennità, che cade di norma negli ultimi dieci giorni di novembre, è dedicata a Gesù Cristo Re dell’universo. In tal modo si vuole sottolineare che Cristo redentore è il Signore della storia, l’inizio e la fine del tempo. L’istituzione della festa fu decisa da papa Pio XI, l’11 dicembre 1925, a conclusione del Giubileo che si celebrava in quell'anno. Come ha scritto lo studioso padre Francesco Maria Avidano, la relativa devozione si pone in riparazione del grido blasfemo contro Gesù, riportato dai Vangeli: «Non abbiamo altro re che Cesare». Nei tre giorni precedenti la solennità di Cristo Re i devoti recitano uno specifico Triduo. Le invocazioni domandano in particolare che il Cuore di Gesù trionfi su tutti gli ostacoli al regno del suo amore. Mediante l’intervento della Madonna, poi, si auspica che tutti i popoli – disuniti dalla ferita del peccato – si sottomettano all’amore di Cristo. Papa Leone XIII, l’11 giugno 1899, consacrò la Chiesa, il mondo e tutto il genere umano a Cristo. La formula dell’orazione, se viene recitata pubblicamente nella solennità di Gesù Cristo Re dell’universo, fa acquisire l’indulgenza plenaria. L’atto di consacrazione è ricco di richiami all’amore di Cristo per l’intera umanità. Un amore che si è reso visibile proprio nella totale donazione di se stesso sulla croce. La preghiera è anche una richiesta di perdono collettivo e recita fra l’altro: «Molti, purtroppo, non ti conobbero mai; molti, disprezzando i tuoi comandamenti, ti ripudiarono. O benignissimo Gesù, abbi misericordia e degli uni e degli altri e tutti quanti attira al tuo sacratissimo Cuore. O Signore, sii il re non solo dei fedeli che non si allontanarono mai da te, ma anche di quei figli prodighi che ti abbandonarono» (Saverio Gaeta).

ITALIA 1987, Cristo Pantocrator




Lectio Divina
Cristo Re dell'Universo
Gesù si identifica
con i suoi fratelli
più piccoli

Il criterio per entrare
nel Regno