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| VATICANO - 1956 |
Sul suo cammino incontra la spiritualità di S. Ignazio di Loyola e poi quella di grandi Santi carmelitani. Sono queste le cause della sua rinascita religiosa. La lettura degli “Esercizi Spirituali” di S. Ignazio ed altri testi di ascetica e mistica illuminano la sua esistenza e così la luce di Gesù risorto splenderà nelle sue stupende interpretazioni. Giuni ha cominciato ad interessarsi di spiritualità leggendo la mistica dei grandi santi della Chiesa, un’esperienza che successivamente confluirà nelle sue canzoni.
La prima fu “Moro Perché Non Moro” e poi "Nada te turba", "O vos omnes" L'idea le venne dopo aver letto i libri di Santa Teresa d'Avila e di San Giovanni della Croce. Molti furono i tentativi prima di trovare la strada e musicare gli scritti della grande santa. Quando il progetto sembrava oramai impossibile, dopo la preghiera del vespro, iniziò a canticchiare la melodia che poi la condusse al lavoro finale.
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| VATICANO - 1982 (Visione) |
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VATICANO - 1982
(Trasverberazione) * |
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| VATICANO - 1982 (S. Teresa scrittrice) |
(*) Santa Teresa d'Avila aveva 5 ferite dentro il cuore,
che non poteva essersi fatta in modo diverso rispetto
a quello che emerge dalle sue opere mistiche,
dove racconta di una sorta di pugnale d'amore che l'aveva colpita.
Prima di conoscere la spiritualità carmelitana, Giuni Russo iniziò il suo cammino cristiano grazie a Sant'Ignazio di Loyola (fondatore dei Gesuiti).
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| VATICANO - 2006 |
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| VATICANO - 1996 |
Grazie proprio all'intervento di Franco Battiato le case discografiche, che amano fare affari, "obtorto collo" accettarono la pubblicazione di brani come “Il Carmelo di Echt” di Juri Casmisasca, “La sua figura” (ispirata da San Giovanni della Croce: “Sai che la sofferenza dell’amore non si cura, se non con la presenza e la sua figura” (Dove mai ti celasti), "Cercati in me" (pubblicato nel 2008) e molti altri.
“La sposa” è un brano interpretato insieme alle Carmelitane Scalze del monastero di Milano, dove ora riposa Giuni. La cantante, infatti, era di casa in quel monastero a tal punto che scelse, in punto di morte, d’essere lì sepolta.
Giuni Russo fu una "Grande" interprete e l’Italia dovrebbe essere più riconoscente con lei.
Alice, sua grande amica, nel suo ultimo album “Lungo la strada” omaggia Giuni e reinterpreta alcuni stupendi brani come “A’ cchiu’ bella” (testo di Totò) e sopratutto si sta impegnando per la costituzione di un museo ove conservare la Sua memoria.
(visita anche il sito delle Suore Carmelitane di Taranto)





