Visualizzazione post con etichetta Gesù. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Gesù. Mostra tutti i post

martedì 8 aprile 2014

Donato "Donnino" di Angelo Pascuccio detto il Bramante


ITALIA - 2014
Questa è un’opera significativa, perché l’attività di Bramante sia come pittore (e del Bramante pittore non si hanno molte opere), sia come architetto, ha segnato una svolta nello sviluppo dell’arte lombarda, indirizzandola verso un rinnovamento, in rapporto con le novità prodotte dal Rinascimento, che si era già ampiamente diffuso nelle altre città italiane. 

Per questo motivo le opere di Bramante influenzeranno l’attività degli artisti lombardi posteriori.


Quest'opera è stata realizzata da Donato Bramante nei primi anni novanta del ‘400, quando egli era già presente a Milano (si era recato nella città nel 1480). 

Gli viene commissionata dal cardinale Ascanio Sforza, fratello di Ludovico il Moro.  Bramante in quegli anni assume una posizione privilegiata nella corte di Ludovico il Moro, il quale lo coinvolge nella costruzione di importanti cantieri e imprese architettoniche, come per esempio la progettazione della chiesa di Santa Maria presso San Satiro.

"Cristo alla colonna" - 1490
Donato Bramante
Pinacoteca di Brera 

Prendere in considerazione quest’ultimo progetto, è importante per capire la concezione di spazio e di prospettiva che ha Bramante e che determina anche le opere pittoriche che sono presenti a Brera. Infatti nella chiesa di Santa Maria, Bramante costruisce un finto coro prospettico. Egli riesce a creare l’illusione della profondità di quest’ultimo, che nello spazio reale è profondo solo un metro, insomma uno spazio angusto che non sarebbe stato adatto allo scopo celebrativo e votivo che aveva l’edificio. Nella parte del finto coro prospettico, doveva esserci l’immagine della Madonna, ma grazie agli artifici prospettici e architettonici adottati da Bramante, lo spazio sembra molto più profondo. Questo fa capire come Bramante usava la prospettiva, non per riprodurre uno spazio reale, ma al fine di creare uno spazio illusorio, in cui le misure reali risultano distorte, realizzando in questo modo una scenografia. L’ elevatissima conoscenza dei principi e delle leggi prospettiche, acquisita probabilmente nella corte urbinate, viene usata da Bramante anche per collocare le figure nei suoi dipinti. Gli esempi presenti alla Pinacoteca sono non solamente il Cristo alla colonna, ma anche il ciclo di affreschi degli “uomini d’arme” di Casa Panigarola, realizzati intorno al 1487, cioè non molti anni prima del Cristo alla colonna.Quest’opera è situata nella ventiquattresima sala della pinacoteca di Brera, dove sono presenti altre due opere: la Pala Montefeltro, realizzata da Piero della Francesca, e lo Sposalizio della Vergine, realizzato da Raffaello Sanzio. Queste sono anche le più importanti opere ospitate dalla Pinacoteca. Il Cristo alla colonna di Bramante proviene dall'abbazia di Chiaravalle presso Milano, dalla quale fu portato a Brera nel 1915. Nell'abbazia il dipinto era collocato sull'altare della seconda cappella del transetto destro. (articolo tratto da www.atuttascuola.it)







Scheda tecnica del francobollo:

domenica 2 febbraio 2014

Presentazione del Signore


Oggi è la Festa delle luci (Lc 2,30-32). Con la solenne benedizione e processione delle candele popolarmente nota come la “candelora”. La presentazione del Signore al Tempio chiude le celebrazioni natalizie e con l’offerta della Vergine Madre e la profezia di Simeone apre il cammino verso la Pasqua.

Maria e Giuseppe portarono il Bambino al Tempio di Gerusalemme quaranta giorni dopo la sua nascita, per "offrirlo" a Dio. Questa cerimonia era prescritta per tutti i figli maschi primogeniti in ossequio al comando di Esodo (13, 2.11-16) e consiste ancor oggi per gl'israeliti nel riscatto del bambino tramite un'offerta. Simultaneamente la puerpera compiva l'offerta prescritta dal Levitico (12, 6-8). Durante la visita, incontrarono Simeone, cui era stato predetto che non sarebbe morto prima di vedere il Messia. Simeone lodò il Signore con le parole che ora sono note come Nunc dimittis, o Cantico di Simeone, nelle quali annuncia che il Bambino sarebbe stato luce per le nazioni e gloria di Israele. Subito dopo Simeone profetizzò la sofferenza di Maria. Il Vangelo riferisce anche le profezie messianiche della profetessa Anna, un'ottantaquattrenne vedova che si trovava nel Tempio e identificò anch'essa pubblicamente il bambino come messia. 


GUERNSEY - 1996
The Presentation


VATICANO - 2002
Presentazione di Maria
SPAGNA - 1970
La Presentacion - De Morales

Nella pratica di presentare i bambini al Tempio è racchiuso anche un significato simbolico valido ancora per tutti i credenti in Cristo. Infatti, l'atto di consacrazione del neonato al Signore ricorda come Dio Padre abbia presentato il suo figlio Unigenito/Primogenito come riscatto dei peccati di coloro che Gli appartengono. Tutto già scritto nel piano della salvezza divina. Quindi, presentare i bambini al Tempio trae le sue radici nel piano della salvezza dove Gesù il Cristo avrebbe riscattato il Suo popolo (notizie tratte da Wikipedia).


«Meglio accendere una candela 
che maledire l'oscurità (Cina)»

Esodo 13,2

«Consacrami ogni primogenito, il primo parto di ogni madre tra gli Israeliti - di uomini o di animali -: esso appartiene a me».

Esodo 13,11-16

11 Quando il Signore ti avrà fatto entrare nel paese del Cananeo, come ha giurato a te e ai tuoi padri, e te lo avrà dato in possesso, 
12 tu riserverai per il Signore ogni primogenito del seno materno; ogni primo parto del bestiame, se di sesso maschile, appartiene al Signore. 
13 Riscatterai ogni primo parto dell'asino mediante un capo di bestiame minuto; se non lo riscatti, gli spaccherai la nuca. Riscatterai ogni primogenito dell'uomo tra i tuoi figli. 
14 Quando tuo figlio domani ti chiederà: Che significa ciò?, tu gli risponderai: Con braccio potente il Signore ci ha fatti uscire dall'Egitto, dalla condizione servile.
15 Poiché il faraone si ostinava a non lasciarci partire, il Signore ha ucciso ogni primogenito nel paese d'Egitto, i primogeniti degli uomini e i primogeniti del bestiame. Per questo io sacrifico al Signore ogni primo frutto del seno materno, se di sesso maschile, e riscatto ogni primogenito dei miei figli. 
16 Questo sarà un segno sulla tua mano, sarà un ornamento fra i tuoi occhi, per ricordare che con braccio potente il Signore ci ha fatti uscire dall'Egitto».



“Diffondi gioia e bontà quando incontri una persona conosciuta, e immediatamente avrai i vantaggi di una buona azione. 
Che i tuoi amici sentano il calore del tuo cuore affettuoso 
nel semplice saluto sorridente”.
(Carlos Torres Pastorino - Religioso brasiliano, 
scrittore, filosofo, poeta e compositore musicale)