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martedì 28 aprile 2015

Santo del giorno in filatelia


San Luigi Maria Grignion da Montfort Sacerdote
28 aprile

FRANCIA 1974
San Luigi da Montfort

Montfor, Rennes, Francia, 1673 - St. Laurent-sur-Sèvre, Francia, 28 aprile 1716

Luigi Maria percorse le regioni occidentali della Francia predicando il mistero della Sapienza eterna, Cristo incarnato e crocifisso, e insegnando ad andare a Gesù per mezzo di Maria. Associò sacerdoti e fratelli alla propria attività apostolica, e scrisse le regole dei Missionari della Compagnia di Maria. Fu proclamato santo da Pio XII il 20 luglio 1947. Tra i suoi scritti si ricordano il "Trattato della vera devozione alla Santa Vergine" e "L'amore dell'eterna Sapienza". (Mess. Rom.)

Etimologia: Luigi = derivato da Clodoveo

Martirologio Romano: San Luigi Maria Grignion de Montfort, sacerdote, che percorse le terre della Francia occidentale proclamando il mistero della Sapienza Eterna; fondò Congregazioni, predicò e scrisse sulla croce di Cristo e sulla vera devozione a Maria Vergine e ricondusse molti a una vita di penitenza; nel villaggio di Saint-Laurent-sur-Sèvre in Francia pose, infine, termine al suo pellegrinaggio terreno.

giovedì 2 aprile 2015

Santo del giorno in filatelia


San Francesco da Paola
Eremita e fondatore

2 aprile





Paola, Cosenza, 27 marzo 1416 - Plessis-les-Tours, Francia, 2 aprile 1507


La sua vita fu avvolta in un'aura di soprannaturale dalla nascita alla morte. Nacque a Paola (Cosenza) nel 1416 da genitori in età avanzata devoti di san Francesco, che proprio all'intercessione del santo di Assisi attribuirono la nascita del loro bambino. Di qui il nome e la decisione di indirizzarlo alla vita religiosa nell'ordine francescano. Dopo un anno di prova, tuttavia, il giovane lasciò il convento e proseguì la sua ricerca vocazionale con viaggi e pellegrinaggi. Scelse infine la vita eremitica e si ritirò a Paola in un territorio di proprietà della famiglia. Qui si dedicò alla contemplazione e alle mortificazioni corporali, suscitando stupore e ammirazione tra i concittadini. Ben presto iniziarono ad affluire al suo eremo molte persone desiderose di porsi sotto la sua guida spirituale. Seguirono la fondazione di numerosi eremi e la nascita della congregazione eremitica paolana detta anche Ordine dei Minimi. La sua approvazione fu agevolata dalla grande fama di taumaturgo di Francesco che operava prodigi a favore di tutti, in particolare dei poveri e degli oppressi. Lo stupore per i miracoli giunse fino in Francia, alla corte di Luigi XI, allora infermo. Il re chiese al papa Sisto IV di far arrivare l'eremita paolano al suo capezzale. L'obbedienza prestata dal solitario costretto ad abbandonare l'eremo per trasferirsi a corte fu gravosa ma feconda. Luigi XI non ottenne la guarigione, Francesco fu tuttavia ben voluto ed avviò un periodo di rapporti favorevoli tra il papato e la corte francese. Nei 25 anni che restò in Francia egli rimase un uomo di Dio, un riformatore della vita religiosa. Morì nei pressi di Tours il 2 aprile 1507. (www.santiebeati.it/)

Patronato: Calabria, Naviganti, pescatori.

Etimologia: Francesco = libero, dall'antico tedesco

Martirologio Romano: San Francesco da Paola, eremita: fondò l’Ordine dei Minimi in Calabria, prescrivendo ai suoi discepoli di vivere di elemosine, senza possedere nulla di proprio né mai toccare denaro, e di mangiare sempre soltanto cibi quaresimali; chiamato in Francia dal re Luigi XI, gli fu vicino nel momento della morte; morì a Plessy presso Tours, celebre per la sua austerità di vita. 







giovedì 11 dicembre 2014

San Domenico Abate e i serpenti

San Domenico con i serpenti, un connubio possibile, anzi inscindibile per Cocullo (AQ).

Cartolina del santo con annullo filatelico
(dono del perito filatelico e numismatico Dott. F. Scarparo)
Da tempo immemorabile, ogni primo giovedì di maggio, a mezzogiorno in punto, si ripete immutato un evento il cui significato va ben oltre la semplice apparenza: il gesto di porre delle serpi intorno alla statua di un santo esprime la 
soluzione della 

eterna opposizione tra il mondo naturale con tutte le sue insidie e il mondo umano costretto a difendersi per sopravvivere.

San Domenico in tale circostanza incarna la figura eroica capace di conciliare i due mondi.
San Domenico rappresenta una tipica figura del mondo medioevale: nacque nel 951 a Colfornaro, nei pressi di Foligno, e morì il 22 gennaio del 1031 a Sora, come risulta dai cronisti cassinesi, in particolare da Leone Ostiense.
Visse nell'atmosfera della spiritualità monastica benedettina, dedito alla fondazione di eremi e di conventi in Abruzzo e nel Lazio come risulta dalle due “Vitae” antiche, uniche fonti

storicamente attendibili, quella di Alberico di Montecassino e quella di Giovanni, diretto discepolo del Santo.

San Domenico è, comunque una figura complessa che, al di là di una scarna agiografia di carattere ecclesiastico, si modifica, nel corso dei secoli, trasformandosi in un punto di riferimento molto forte per le popolazioni pastorali dell’Italia centrale.
Diversi sono i patronati attribuiti a San Domenico e si diversificano in base alle aree cultuali con riferimento ai pericoli che minacciano le popolazioni locali: la difesa contro la febbre e la tempesta, nel basso Lazio; la difesa contro le odontalgie, le morsicature di serpenti, cani idrofobi e lupi nell'Abruzzo centrale.
A Cocullo, dove il santo passò intorno all'anno mille, i patronati si riferiscono sia agli esseri umani che agli animali domestici. 

Esistono due reliquie donate direttamente dal frate benedettino: un dente molare ed il ferro della sua mula.
Il primo, conservato in un reliquiario, viene baciato o posto sulla parte del corpo da guarire. Il secondo viene usato per “mercare” o solo toccare gli animali, in particolare le morre di pecore, per preservarli dai pericoli che la particolare natura dei luoghi rende più aspri e frequenti.


La Festa

L’annuncio dell’inizio della festa è dato dall'arrivo delle compagnie di pellegrini provenienti da quei luoghi dove il culto del Santo è più profondo: Lazio, Molise e Campania. E’ un momento di alta tensione umana: contadini per norma etica delle culture rurali poco avvezzi al pianto hanno, in questo lento avanzare, il volto commosso. Donne di antica bellezza, braccianti, ragazzi, costiuitscono la testimonianza più viva dei significati attuali del rito tra i quali, appunto, quello del recupero della identità sociale e antropologica smarrita. Avanzano cantando inni devozionali: il canto di entrata in chiesa e il canto di partenza, quest’ultimo eseguito camminando a ritroso, secondo l’etichetta di omaggio del suddito che mai deve volgere il volto dal Signore. All'interno della chiesa, mentre l’altare maggiore è il luogo delle liturgie ecclesiastiche legate alla devozione a San Domenico, in altri luoghi si svolgono dei rituali dal contenuto fortemente simbolico: si tira, con i denti, la corda di una campanella per preservarsi dal mal di denti; si preleva la terra, un tempo spazzatura della chiesa, posta in una piccola grotta dietro la nicchia del Santo, per usi apotropaici: sparsa sui campi o intorno alle abitazioni, essa tiene lontani i pericoli di ogni genere, sciolta nell'acqua e bevuta, combatte la febbre. 

domenica 29 giugno 2014

Pregare il Vangelo Santi Pietro e Paolo


SMOM - 2008
Cristo consegna le chiavi a San Pietro
Gesù disse a Pietro: 
"Tu sei Pietra!"
Pietra di appoggio 
e pietra di inciampo 
Matteo 16,13-23
Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l’ hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.



  
 VATICANO - 1967, San Pietro (dx) e San Paolo (sx) 






Lectio Divina
VATICANO - 1967
Il testo liturgico della festa dei santi Pietro e Paolo è preso dal Vangelo di Matteo: 16,13-19. 
Nel commento che facciamo includiamo anche i versetti 20-23. Perché nell'insieme del testo, dai versetti 13 a 23, Gesù rivolgendosi a Pietro per due volte lo chiama "pietra". 
Una volta pietra di fondamento (Mt 16,18) e una volta pietra di inciampo (Mt 16,23). Le due affermazioni si completano mutuamente. Durante la lettura del testo è bene fare attenzione agli atteggiamenti di Pietro e alle parole solenni, che Gesù gli rivolge in due occasioni.

b) Una divisione del testo per aiutare nella lettura:
13-14: Gesù vuole sapere le opinioni del popolo al suo riguardo.
15-16: Gesù interpella i discepoli e Pietro confessa: "Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio!"
17-20: Risposta solenne di Gesù a Pietro (frase centrale della festa di oggi).
21-22: Gesù chiarifica il significato di Messia, ma Pietro reagisce e non accetta.
22-23: Risposta solenne di Gesù a Pietro.

Il testo:
SMOM - 1988
Crocefissione di San Pietro
13 Essendo giunto Gesù nella regione di Cesarea di Filippo, chiese ai suoi discepoli: "La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo?" 
14 Risposero: "Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti".
15 Disse loro: "Voi chi dite che io sia?" 
16 Rispose Simon Pietro: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente".
17 E Gesù: "Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. 
18 E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. 
19 A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli". 
20 Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.
21 Da allora Gesù cominciò a dire apertamente ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, 

dei sommi sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risuscitare il terzo giorno.
22 Ma Pietro lo trasse in disparte e cominciò a protestare dicendo: 

"Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai". 
23 Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: "Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!"


POSTE ITALIANE - 1965
Dante e Beatrice incontrano S. Pietro in Paradiso

VATICANO - 1938
Tu sei Pietro
Alcune domande
per aiutarci nella meditazione e nell'orazione.
a) Quale punto ha richiamato di più la mia attenzione?
b) Quali sono le opinioni del popolo su Gesù? Cosa pensano Pietro e i discepoli su Gesù?
c) Chi è Gesù per me? Chi sono io per Gesù?
d) Pietro è pietra in due modi: quali?
e) Che tipo di pietra è la nostra comunità?
f) Nel testo appaiono molte opinioni su Gesù e varie maniere di presentare la fede. Oggi pure esistono molte opinioni differenti su Gesù. Quali opinioni sono conosciute dalla nostra comunità? Quale missione risulta da tutto questo per noi?


Una chiave di lettura
per coloro che desiderano approfondire meglio il tema.

VATICANO - 1949
Gesù consegna le chiavi
i) Il contenuto:
Nelle parti narrative del suo Vangelo, Matteo usa seguire l'ordine del Vangelo di Marco. Talvolta egli cita un'altra fonte nota a lui e a Luca. Poche volte presenta informazioni proprie che appaiono solo nel suo vangelo, come è il caso del vangelo di oggi. Questo testo, con il dialogo fra Gesù e Pietro, riceve interpretazioni diverse, perfino opposte nelle varie chiese cristiane. Nella chiesa cattolica costituisce il fondamento del primato di Pietro. Senza diminuire affatto l'importanza di questo testo, conviene situarlo nel contesto del Vangelo di Matteo, nel quale, in altri testi, le stesse qualità conferite a Pietro sono attribuite quasi tutte anche ad altre persone. Non sono una esclusiva di Pietro.



ii) Commento del testo:
a) Matteo:16,13-16: Le opinioni del popolo e dei discepoli nei riguardi di Gesù.
Gesù vuole sapere l'opinione del popolo nei suoi riguardi. Le risposte sono le più varie: Giovanni Battista, Elia, Geremia, uno dei profeti. Quando Gesù interroga sulla opinione dei discepoli stessi, Pietro a nome di tutti dice: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente!" Questa risposta di Pietro non è nuova. Anteriormente, dopo il cammino sulle acque, già gli altri discepoli avevano fatto una simile professione di fede: "Veramente tu sei il Figlio di Dio!" (Mt 14,33). E' il riconoscimento che in Gesù si realizzano le profezie dell'Antico Testamento. Nel Vangelo di Giovanni la stessa professione di fede è fatta da Marta: "Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che è venuto nel mondo" (Gv 11,27).
(VATICANO - 1960, Elemosina di San Pietro)



b) Matteo: 16,17: La risposta di Gesù a Pietro: Beato te, Pietro!
Gesù proclama "beato", Pietro, perché ha ricevuto una rivelazione dal Padre. Anche qui la risposta di Gesù non è nuova. Anteriormente Gesù aveva fatto una identica proclamazione di beatitudine ai discepoli perché vedevano e udivano cose che nessuno prima conosceva (Mt 13,16), e aveva lodato il Padre perché aveva rivelato il Figlio ai piccoli e non ai sapienti (Mt 11,25). Pietro è uno dei piccoli ai quali il Padre si rivela. La percezione della presenza di Dio in Gesù non "viene dalla carne né dal sangue", ossia non è frutto di studio né è merito di uno sforzo umano, ma è un dono che Dio concede a chi vuole.
(ITALIA - 2001, San Pietro
risana gli infermi con la propria ombra)




SMOM - 1971
San Pietro
c) Matteo: 16,18-20: Le qualifiche di Pietro: Essere pietra di fondamento e prendere possesso delle chiavi del Regno.
1. Essere Pietra: Pietro deve essere pietra, cioè deve essere fondamento fermo per la chiesa, tanto che essa possa resistere contro gli assalti delle porte degli inferi. Con queste parole di Gesù a Pietro, Matteo incoraggia le comunità sofferenti e perseguitate della Siria e della Palestina, che vedevano in Pietro la leadership che le aveva segnate dall'origine. Nonostante fossero deboli e perseguitate, esse hanno un fondamento solido, garantito dalle parole di Gesù. In quel tempo le comunità coltivavano un legame affettivo molto forte con i capi che avevano dato origine alla comunità. Così le comunità della Siria e della Palestina coltivavano il loro legame con la persona di Pietro. Quelle della Grecia, con la persona di Paolo. Alcune comunità dell'Asia con la persona del Discepolo amato e altre con la persona di Giovanni dell'Apocalisse. Una identificazione con questi leader delle loro origini le aiutava a coltivare meglio la propria identità e spiritualità. Ma poteva anche essere motivo di conflitto, come nel caso della comunità di Corinto (1Cor 1,11-12).
Essere pietra come fondamento della fede evoca la parola di Dio al popolo in esilio di Babilonia: "Voi che cercate Dio e siete in cerca di giustizia, guardate alla roccia dalla quale siete stati tagliati, alla cava da cui siete stati estratti. Guardate ad Abramo vostro padre, a Sara che vi ha partorito; poiché chiamai lui solo, lo benedissi e lo moltiplicai" (Is 51,1-2). Applicata a Pietro, questa qualità di pietra-fondamento indica un nuovo inizio del popolo di Dio.
2. Le chiavi del Regno: Pietro riceve le chiavi del Regno per legare e sciogliere, cioè per riconciliare tra loro e con Dio. Lo stesso potere di legare e sciogliere è dato alle comunità (Mt 18,8) e ai discepoli (Gv 20,23). Uno dei punti sui quali il Vangelo di Matteo più insiste è la riconciliazione e il perdono (Mt 5,7.23-24.38-42.44-48; 6,14-15; 18,15-35). Il fatto è che negli anni 80 e 90, là in Siria c'erano molte tensioni nelle comunità e divisioni nelle famiglie a causa della fede in Gesù. Alcuni lo accettavano come Messia e altri no, e ciò era fonte di molti contrasti e conflitti. Matteo insiste sulla riconciliazione. La riconciliazione era e continua ad essere uno dei compiti più importanti dei coordinatori e delle coordinatrici delle comunità. Imitando Pietro, devono legare e sciogliere, cioè operare perché vi sia riconciliazione, accettazione mutua, costruzione della vera fraternità.
3. La Chiesa: la parola Chiesa, in greco ekklesia, appare 105 volte nel Nuovo Testamento, quasi esclusivamente negli Atti e nelle Lettere. Solamente tre volte nei Vangeli, e solo in Matteo. La parola significa "assemblea convocata" o "assemblea scelta". Essa indica il popolo che si raduna convocato dalla Parola di Dio, e cerca di vivere il messaggio del Regno che Gesù ci ha portato. La Chiesa o la comunità non è il Regno, ma uno strumento e un segno del Regno. Il Regno è più grande. Nella Chiesa, nella comunità, deve o dovrebbe apparire agli occhi di tutti quello che accade quando un gruppo umano lascia Dio regnare e prendere possesso della sua vita.


VATICANO - 1967
Basilica di San Pietro 

d) Matteo: 16,21-22: Gesù completa quello che manca nella risposta di Pietro, e questo reagisce e non accetta.
Pietro aveva confessato: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente!" Conforme all'ideologia dominante del tempo, egli immaginava un Messia glorioso. Gesù lo corregge: "E' necessario che il Messia soffra e sia ucciso in Gerusalemme". Dicendo "è necessario", egli indica che la sofferenza già era prevista nelle profezie (Is 53, 2-8). Se i discepoli accettano Gesù come Messia e Figlio di Dio, devono accettarlo anche come Messia Servo che va a morire. Non solo il trionfo della gloria ma anche il cammino della croce! Ma Pietro non accetta la correzione di Gesù e cerca di dissuaderlo.



e) Matteo: 16,23: La risposta di Gesù a Pietro: pietra di inciampo.
La risposta di Gesù è sorprendente: "Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!"Satana è colui che ci allontana dal cammino che Dio ha tracciato per noi. Letteralmente, Gesù dice: "Fermati dietro di me!" (vada retro! In latino). Pietro voleva prendere la guida e indicare la direzione del cammino. Gesù dice: "Dietro a me!" Chi indica la direzione e il ritmo non è Pietro ma Gesù. Il discepolo deve seguire il maestro. Deve vivere in conversione permanente. La parola di Gesù era anche un messaggio a tutti coloro che guidavano le comunità. Essi devono "seguire" Gesù e non possono mettersi davanti come Pietro voleva fare. Non solo essi o esse che possono indicare la direzione o lo stile. Al contrario, come Pietro, invece di pietra di sostegno, possono diventare pietra di inciampo. Così erano alcuni leader delle comunità al tempo di Matteo. C'erano delle ambiguità. Così può succedere tra noi oggi!


  
 VATICANO - 1967, Altare e Tabernacolo della Basilica di San Pietro

iii) Ampliando le informazioni dei vangeli su Pietro: Un ritratto di San Pietro
Pietro da pescatore di pesci si trasformò in pescatore di uomini (Mc 1,7). Era sposato (Mc 1,30). Uomo buono, molto umano. Era portato naturalmente a fare il capo tra i dodici primi discepoli di Gesù. Gesù rispettò questa tendenza naturale e fece di Pietro l'animatore della sua prima comunità (Gv 21,17). Prima di entrare nella comunità di Gesù, Pietro si chiamava Simone bar Jona (Mt 16,17), Simone figlio di Giona. Gesù gli diede il soprannome di Cefao Pietra, che poi diviene Pietro (Lc 6,14).
Per natura, Pietro poteva essere tutto, meno che pietra. Era coraggioso nel parlare, ma nell'ora del pericolo si lasciava prendere dalla paura e fuggiva. Per esempio, quella volta quando Gesù arrivò camminando sopra le acque, Pietro chiese: "Gesù, posso anch'io venire da te sulle acque?" Gesù gli rispose: "Vieni, Pietro!" Pietro scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque. Ma quando giunse un'onda più alta del solito, s'impaurì, cominciò ad affondare e gridò: "Salvami, Signore!" Gesù lo afferrò e lo salvò (Mt 14,28-31). Nell'ultima cena, Pietro disse a Gesù: "Io non ti rinnegherò mai, Signore!" (Mc 14,31); ma poche ore dopo, nel palazzo del sommo sacerdote, davanti ad una serva, quando Gesù gia era stato arrestato, Pietro negò con giuramento di avere legami con Gesù (Mc 14,66-72). Nell'orto degli olivi, quando Gesù fu arrestato, egli giunse perfino a sguainare la spada (Gv 18,10), ma poi fuggì, lasciando Gesù solo (Mc 14,50). Per natura Pietro non era pietra!
Eppure, questo Pietro così debole e tanto umano, tanto eguale a noi, diventò pietra, perché Gesù ha pregato per lui dicendo: "Pietro, io ho pregato per te, perché non venga meno la tua fede. E tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli" (Lc 22,31-32). Per questo, Gesù poteva dire: "Tu sei Pietra e su questa pietra io edificherò la mia Chiesa" (Mt 16,18). Gesù lo aiutò ad essere pietra. Dopo la risurrezione, in Galilea, Gesù apparve a Pietro e gli domandò due volte: "Pietro mi ami?" E Pietro rispose due volte: "Signore, tu sai che io ti amo" (Gv 21,15.16). Quando Gesù fece la stessa domanda per la terza volta, Pietro rimase addolorato. Deve essersi ricordato di averlo rinnegato tre volte. Alla terza domanda, egli rispose: "Signore, tu sai tutto! Tu sai che ti amo!" E fu in quel momento che Gesù gli affidò la cura delle sue pecore, dicendo: "Pietro, pasci le mie pecorelle!" (Gv 21,17). Con l'aiuto di Gesù la fermezza della pietra andava crescendo in Pietro e si rivelò nel giorno di Pentecoste.
Nel giorno di Pentecoste, dopo la discesa dello Spirito santo, Pietro aprì la porta della sala, dove stavano tutti riuniti, a porte chiuse per paura dei giudei (Gv 20,19), infuse coraggio e cominciò ad annunciare la Buona Novella di Gesù al popolo (At 2,14-40). E non si fermò più! Per causa di questo annuncio coraggioso della risurrezione, fu arrestato (At 4,3). Nell'interrogatorio gli fu proibito di annunciare la buona novella (At 4,18), ma Pietro non obbedì alla proibizione. Egli diceva: "Noi pensiamo che dobbiamo obbedire più a Dio che agli uomini!" (At 4,19; 5,29). Fu arrestato di nuovo (At 5,18.26). Fu fustigato (At 5,40). Ma egli disse: "Grazie tante. Ma noi continueremo!" (cfr At 5,42).
La tradizione narra che, alla fine della vita, quando era a Roma, Pietro ebbe ancora un momento di paura. Ma poi tornò sui suoi passi; fu arrestato e condannato alla morte di croce. Egli chiese però di essere crocifisso a testa in giù. Pensava che non era degno di morire allo stesso modo del maestro Gesù. 
Pietro fu fedele a se stesso fino alla fine!



VATICANO - 1993, Basilica di San Pietro


Salmo 103 (102)
Ringraziamento
Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tanti suoi benefici.

Egli perdona tutte le tue colpe,

guarisce tutte le tue malattie;
salva dalla fossa la tua vita,
ti corona di grazia e di misericordia;
egli sazia di beni i tuoi giorni
e tu rinnovi come aquila la tua giovinezza.

Il Signore agisce con giustizia

e con diritto verso tutti gli oppressi.
Ha rivelato a Mosè le sue vie,
ai figli d'Israele le sue opere.

Buono e pietoso è il Signore,

lento all'ira e grande nell'amore.
Egli non continua a contestare
e non conserva per sempre il suo sdegno.
Non ci tratta secondo i nostri peccati,
non ci ripaga secondo le nostre colpe.

Come il cielo è alto sulla terra,

così è grande la sua misericordia su quanti lo temono;
come dista l'oriente dall'occidente,
così allontana da noi le nostre colpe.
Come un padre ha pietà dei suoi figli,
così il Signore ha pietà di quanti lo temono.

Perché egli sa di che siamo plasmati,

ricorda che noi siamo polvere.
Come l'erba sono i giorni dell'uomo,
come il fiore del campo, così egli fiorisce.
Lo investe il vento e più non esiste
e il suo posto non lo riconosce.

Ma la grazia del Signore è da sempre,

dura in eterno per quanti lo temono;
la sua giustizia per i figli dei figli,
per quanti custodiscono la sua alleanza
e ricordano di osservare i suoi precetti.
Il Signore ha stabilito nel cielo il suo trono
e il suo regno abbraccia l'universo.

Benedite il Signore, voi tutti suoi angeli,

potenti esecutori dei suoi comandi,
pronti alla voce della sua parola.
Benedite il Signore, voi tutte, sue schiere,
suoi ministri, che fate il suo volere.
Benedite il Signore, voi tutte opere sue,
in ogni luogo del suo dominio.
Benedici il Signore, anima mia.

Orazione Finale
Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell'unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.
Lectio Divina tratta dal sito ufficiale dell'Ordine dei Carmelitani: http://ocarm.org/it/lectio-divina



VATICANO - 2007
Vaso con Vetro raffigurante i santi Pietro e Paolo 


Oggi si festeggia anche San Paolo

martedì 29 aprile 2014

Festa della Divina Misericordia


POLONIA - 2011
Emissione congiunta con Vaticano

Seconda domenica 
di Pasqua

"Desidero che la prima domenica dopo Pasqua sia la Festa della Mia Misericordia. 
Figlia Mia, 
parla a tutto il mondo della 
Mia incommensurabile Misericordia! 
L'Anima che in quel giorno si sarà confessata e comunicata, otterrà 
piena remissione di colpe e castighi. 
Desidero che questa Festa si celebri 
solennemente in tutta la Chiesa." 
(Gesù a Santa Faustina Kowalska)


§  LA DIVINA MISERICORDIA (link


Gesù ha deciso di farci dei grandissimi doni, essendo Egli Re della Misericordia ancor prima che Giudice infinitamente giusto, poiché "l'umanità non troverà la pace finché non si rivolgerà con fiducia alla Mia Misericordia". Ecco qui le Sue promesse:

"L'Anima che venererà questa immagine non perirà. Le prometto, ancora sulla Terra, la vittoria sui nemici, ma specialmente in punto di morte.

CITTA' DEL VATICANO - 2011
Foglietto emissione congiunta con la Polonia


Io, il Signore, la proteggerò come Mia Gloria. I raggi del Mio Cuore significano Sangue ed Acqua, e riparano le Anime dall'ira del Padre Mio. Beato chi vive alla loro ombra, poiché non lo raggiungerà la mano della Giustizia Divina.
Proteggerò, come una madre protegge il suo bambino, le anime che diffonderanno il culto alla Mia Misericordia, per tutta la loro vita; nell'ora della loro morte, non sarò per loro Giudice ma Salvatore". 

La preghiera di venerazione che Gesù ha dettato è la seguente:

O ACQUA E SANGUE 
CHE SCATURISCI DAL CUORE DI GESU' 
COME SORGENTE 
DI MISERICORDIA PER NOI 
IO CONFIDO IN TE.


Gesù a Santa Faustina:

domenica 27 aprile 2014

Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II



Due Papi Santi, due Santi Mariani


CITTA' DEL VATICANO - 2014
Canonizzazione dei Papi Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII

Parole del prelato dell’Opus Dei, mons. Javier Echevarría, in occasione della canonizzazione di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II.


BENIN - 2003
Papa Giovanni Paolo II con San Pio e San Josemaria Escrivà


La canonizzazione di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II è un grande avvenimento ecclesiale e un segno di speranza per il mondo, poiché dove fiorisce la santità le crisi non hanno l’ultima parola.

     
ARGENTINA - 1982  e  1964 

Quando c’è santità c’è una solida base sulla quale costruire il futuro. Nel cristianesimo, e in particolare nei santi, troviamo le risposte ai problemi più profondi dell’uomo e della società, che nascono spesso da un allontanamento da Dio.


BELGIO - 1999

È motivo di gratitudine a Dio osservare che, negli ultimi decenni (nei quali si è tanto parlato di “crisi” economiche, culturali, politiche, sociali, religiose), la Chiesa è stata guidata dalla santità, cioè da persone sante: due degli ultimi tre pontefici defunti (Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II) saranno canonizzati questa domenica e il processo per la beatificazione del terzo (Paolo VI) è già a buon punto.

  
<<<   BOSNIA ERZEGOVINA - 1996
MACEDONIA - 2006   >>>
                                             
VATICANO - 1959
Incoronazione
Giovanni XXIII è, soprattutto, il Papa che indisse il Concilio Vaticano II. Come successore di Pietro guidò la Chiesa, con mano ferma e paterna, alla straordinaria esperienza di fede e di rinnovamento personale e collettivo che è stata, ed è, quell'avvenimento ecclesiale: si trattava di parlare al cuore dell’uomo della nostra epoca, come afferma la Costituzione Gaudium et Spes. Papa Roncalli aiutò a porre la vocazione alla santità alla radice stessa della condizione di cristiani. Oggi possiamo ricorrere alla sua intercessione per chiedere al Signore che si imprima profondamente nella coscienza di ogni cristiano questa verità proclamata dal Vaticano II: 

la santità è alla portata dei cristiani 
e non una meta per pochi privilegiati.


VATICANO - 1961
80° Genetliaco
   
Per l’umanità, Giovanni XXIII è anche il Papa della pace, poiché in un momento storico delicatissimo non esitò, seguendo l’esempio dei suoi predecessori, a fare il possibile per evitare la guerra, spendendo la sua autorità morale e religiosa per formulare una dottrina universale sui presupposti della pace e sulla dignità dell’essere umano. 

  
<<<   BRASILE - 2005
CECOSLOVACCHIA - 1990   >>>

Giovanni Paolo II era un sacerdote innamorato di Dio e degli uomini, creati a immagine di Dio in Cristo. Mosso dalla carità, chiamò tutta la Chiesa alla “nuova evangelizzazione”, sottolineando a sua volta il ruolo dei laici nel compito di far presente Dio nella vita delle persone e dei popoli. Durante il suo pontificato abbiamo approfondito con luci nuove la bontà e la misericordia di Dio. Le sue parole, i suoi gesti, i suoi scritti, la sua dedizione, nella salute e nella malattia, sono stati strumenti dello Spirito Santo, per avvicinare tantissime persone alla fonte della grazia, e affinché migliaia di giovani rispondessero affermativamente alla chiamata di Cristo al sacerdozio, alla vita religiosa, al matrimonio e al celibato apostolico laicale.

BELIZE - 1986

Il papa polacco ci ha traghettati dal secondo al terzo millennio, lasciandoci in eredità preziosissimi insegnamenti sulla dignità della persona umana, sul valore della vita e della famiglia, sul servizio ai poveri e ai bisognosi, sulla protezione dei diritti dei lavoratori, sull'amore umano e la dignità della donna, e su tanti altri temi cruciali per la difesa di una esistenza dignitosa. I suoi scritti e la sua predicazione costituiscono un corpo di insegnamenti di enorme potenziale per il futuro. Sono convinto che il suo messaggio sociale e umano, che nasce da una profonda risposta spirituale a Dio, si ingigantirà con il passare del tempo.


JAMAICA - 2005


   
REPUBBLICA EQUATORIALE - 1982


ZAIRE - 1979
La canonizzazione di questi due grandi pastori avviene alle porte del mese di maggio, mese di Maria. 


Ecco un aspetto che accomuna i due nuovi santi: il loro amore tenero e profondo per la Madonna

Giovanni XXIII ricorreva frequentemente alla “maternità universale” di Maria, “la Madre comune, capo di tutti gli uomini, fratelli tutti nello stesso Cristo primogenito” (12-X-1961). Per Giovanni Paolo II, la coscienza della vicinanza e della intercessione della Madonna era un polo di attrazione permanente sul suo cammino spirituale e umano. Invitava gli altri a scoprire la “dimensione mariana” dei discepoli di Cristo. La maternità di Maria – diceva – è “un dono che Cristo stesso fa personalmente a ogni uomo” (Redemptoris Mater, n. 45).


VENEZUELA - 1985

La Vergine Santissima ha un posto di rilievo nella vita spirituale di ogni fedele ma anche nella edificazione della Chiesa. Pertanto, in occasione delle canonizzazioni di domenica, mi piace ricordare queste parole di san Josemaría Escrivá

«È difficile avere un'autentica 
devozione 
alla Madonna 
e non sentirsi più che mai 
legati alle altre membra del 
Corpo Mistico, 
più che mai uniti al suo Capo visibile, 
il Papa. 
Mi piace ripetere: 
omnes cum Petro 
ad Iesum per Mariam, 
tutti con Pietro a Gesù per Maria!» 
(È Gesù che passa, n.139). 


PERU' - 1990

Mi rallegra che sia stato Papa Francesco, anch'egli un papa mariano, ad aver deciso queste due canonizzazioni. Tutti e tre hanno dimostrato che il contenuto della carità non è solo umano, ma piuttosto è dare Cristo agli altri, che è ciò che fece Santa Maria al servizio di tutta l’umanità.

POLONIA - 1987

Ci abitueremo presto a riferirci a questi due pastori come san Giovanni XXIII e san Giovanni Paolo II. Canonizzandoli, Papa Francesco, vicario di Cristo, ci sta aiutando a vedere che, per Dio, 

Angelo Roncalli e Karol Wojtyla 
sono soprattutto due persone sante, 
meta fondamentale della vita di ogni uomo e di ogni donna. 




San Giovanni XXIII e san Giovanni Paolo II furono due sacerdoti di grande cordialità, pieni di amore appassionato a Dio e a tutte le creature umane. 

Santi tutti di un pezzo, uniti da un tenero amore a Maria, Madre di Dio e Madre nostra.


BOLIVIA - 2005

Il Prelato dell’Opus Dei, 24 aprile 2014 
http://www.opusdei.it/



  

Le due cartoline qui riprodotte sono state emesse dal 
Gruppo di Filatelia Religiosa "Maria Santissima del Monte Carmelo"
per la manifestazione filatelica 
"Il lungo viaggio verso la Santità 
di Giovanni Paolo II"
tenuta a Montegiordano (CS) 
c/o il salone parrocchiale della chiesa di S. Antonio da Padova
dal 10 Agosto 2013 al 24 Agosto 2013

Cartoline opera di Michela Ardito
PIXEL ART GRAPHIC