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domenica 20 novembre 2016

Pregare il Vangelo

Solennità di Cristo Re dell’universo

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 23,35-43)
Preghiera

“Quando sarò innalzato sulla croce, attirerò tutti a me”, hai preannunziato a Nicodemo, Cristo Signore. Sulla croce è avvenuta la manifestazione gloriosa del tuo regno, agli occhi del Padre e non di quanti ti hanno rigettato. Alla tua destra, anche lui in croce, un malfattore, primo ad essere attirato da te, ti ha chiesto di ricordarsi di lui, entrato nel tuo regno. Avevi preannunziato che i peccatori e le prostitute avrebbero preceduto scribi e farisei ipocriti, osservanti formali della legge di Dio, nel tuo regno. Questi ultimi ti hanno condotto dinanzi al governatore romano Ponzio Pilato per essere condannato. Ti eri proclamato re, contrapponendoti, a loro dire, al suo potere, anche se hai dichiarato che il tuo regno non è di questo mondo. Ti hanno condannato, schernito come re dei giudei e hai subìto la burla di una investitura regale, con corona di spine e scettro di canna. La tua umiliazione si è consumata sulla croce, ove nelle mani del Padre hai emesso l’ultimo respiro. 
Di quel corpo morto in croce, con su stampata sul legno la condanna, portiamo in petto e in ogni luogo l’appartenenza al tuo regno. Con te e in te anche noi dalla tua croce siamo segnati. La croce è stata la manifestazione gloriosa del tuo regno e ci ha dato di entrare per la porta ove tu, buon pastore, ci conduci per pascoli eterni. Mistero di un regno che fa della croce il trono. Il tuo regno, Signore, è dato ai poveri di spirito, ai miti, ai pacificatori, ai misericordiosi e tali ti chiediamo di essere onde far parte del numero dei tuoi eletti. In ogni luogo dell’antico Israele hai annunziato, dispiegato in parabole, il vangelo del regno, anche a pagani e samaritani. I poveri, gli ultimi, rappresentati dal malfattore in croce, lo hanno accolto. Dona a noi la predisposizione interiore e di vita ad accoglierlo, come seme raccolto nella terra buona del tuo amore in noi. Fruttificherà per la gloria del tuo nome in questa esperienza terrena e ci aprirà le porte del tuo regno per l’eternità.


La preghiera è tratta dal libro: 
Pregare il Vangelo di P. Anastasio Francesco Filieri O Carm


Lectio Divina

domenica 13 novembre 2016

Pregare il Vangelo

XXXIII Domenica del Tempo Ordinario
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 21,5-19)


Preghiera


“Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita”. Eri nel tempio del Padre, Cristo Signore, a insegnare. Alle laute offerte ostentate dai ricchi hai contrapposto gli spiccioli dati dalla vedova, il tutto in suo possesso, per poi affidarsi al Signore. Hai richiamato i tuoi discepoli all'esemplarità della vedova, alla sua umiltà, attestata davanti al Padre, senza attendere la lode o il giudizio degli uomini. Nel tempio di Dio hai ascoltato anche quanti, con enfasi, esaltavano e si gloriavano della sua bellezza, delle pietre che lo adornavano e dei doni votivi. Ti eri recato al tempio, nella casa del Padre, per pregare e insegnare; hai dovuto costatare quanto era lontana dal cuore dei presenti l’attenzione al Padre tuo, al suo volere, all'essere in sintonia con lui. Nel tempio, “casa di Dio e porta del cielo”, a vario modo frainteso o profanato dai presenti, si è rivelata la tua parola e la tua ira: “Mi divora lo zelo per la tua casa”. Per riportare a verità la contemplazione gloriosa del tempio, hai affermato che tutto ricadrà pietra su pietra, e hai posto il “distruggete pure il tempio di Dio e dopo tre giorni lo riedificherò”. Hai accomunato finitezza umana e figura della tua vittoria sulla morte. Sulla finitezza umana e del mondo hai accentuato il tuo insegnamento, anche in modo apocalittico, perché abbiamo a essere vigilanti; senza lasciarci andare a quanto non è vita che dona il Padre, a quanto non è prospettiva di vita eterna. E noi, Cristo Signore, vogliamo usare la tua casa per incontrare te, rinascere a te, elevarci a te e uscire forti e sereni, pieni della tua grazia. Nella preghiera invocheremo il possesso incipiente del tuo regno e vivremo nell'attesa della tua venuta, sicuri della tua misericordia su di noi che ti abbiamo sempre cercato, anche, e soprattutto quando ci siamo allontanati dal tuo amore.

La preghiera è tratta dal libro: 
Pregare il Vangelo di P. Anastasio Francesco Filieri O Carm


Lectio Divina

domenica 6 novembre 2016

Pregare il Vangelo


XXXII Domenica del Tempo Ordinario - Anno C

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 20,27-38)
Preghiera

Eterno Tu sei, Cristo Signore. Eri presso il Padre quando “senza di te nulla è stato fatto di tutto ciò che esiste”. Agli scettici giudei e discepoli hai rivelato: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno”. Scandalizzati, ti hanno abbandonato. Tu rivolto ai tuoi hai chiesto: “Volete andarvene anche voi?” E Pietro: ”Signore da chi andremo, tu solo hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto”. Prima ancora hai affermato: ”Chiunque vede il Figlio e crede in lui ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno”. Noi crediamo alla tua parola e viviamo nell'attesa della beata speranza di incontrarti e per l’eternità. Le tue parole non sono apparse verità credibili ai sadducei, classe aristocratica sacerdotale e laici della corte erodiana; casta radicata nell'esistenza privilegiata terrena, contrapposta a te, Cristo Signore, che parlavi dell’esistenza di una vita ultraterrena. 


Nella contrapposizione di caste, poteri e privilegi tra sadducei e farisei, una classe di emarginati pubblicani, vedove, lebbrosi, poveri trovò presso di te, Cristo Signore, rifugio, conforto, sostegno. I poveri, gli oppressi hanno creduto e aderito al vangelo del tuo regno senza fine e alla ricompensa dei giusti nella vita eterna. I sadducei, saccenti e ironici ingannatori, sono venuti a proporti il quesito dei sette fratelli che in successione avevano sposato la stessa donna, per chiederti chi dei sette l’avrebbe posseduta nella vita eterna. Gli epuloni che tu hai marchiato, Cristo Gesù, si sono sempre ripiegati su se stessi, sul loro dio; agli emarginati, invece, sei venuto a portare la buona novella e la promessa del regno. Anche a noi concedi di vivere nell'attesa della beata speranza dell’incontro con te, in cieli nuovi e terra nuova, fine e compimento esaustivo di ogni attesa.

La preghiera è tratta dal libro: 
Pregare il Vangelo di P. Anastasio Francesco Filieri O Carm


Lectio Divina


domenica 30 ottobre 2016

Pregare il Vangelo


XXXI Domenica del Tempo Ordinario - Anno C
Dal Vangelo secondo Luca (Lc l9,1-10)
Preghiera

“Il Figlio dell’uomo è venuto a cercare e salvare ciò che era perduto”. Hai rivelato il mistero della tua incarnazione messianica, Cristo Signore, nella casa di Zaccheo, tra lo scandalo di quanti, attenti alle osservanze giudaiche, ti vedevano in combutta con un pubblicano, un peccatore, un impuro. Agli scandalizzati giudei hai affermato che i pubblicani e le prostitute li avrebbero preceduti nel regno dei cieli. Ma tu, Cristo Signore, conosci il cuore dell’uomo e sai il fossato che esiste, a volte, tra ciò che siamo o mostriamo di essere presso gli uomini e quanto desideriamo in fondo al cuore un mondo nuovo, un uscire dalla condizione in cui siamo costretti a vivere. Alla peccatrice hai detto che molto le sarà perdonato, perché ha molto amato. Anche lei cercava l’amore; ma non era quello che esercitava, prezzolata. Entrato in Gerico hai intravisto un uomo che per vederti è salito su un sicomoro. Non era curiosità la sua. Ti cercava. Ti cercava perché da te, dalla tua parola, dalla tua capacità redentiva cercava l’occasione per uscire da una condizione che strozzava la sua vita e quella dei suoi clienti. E Tu, ricco di misericordia, ti sei presentato nella sua casa, tra lo stupore e l’indignazione di quanti “filtravano il moscerino e ingoiavano il rospo”; perché un maestro non può contaminarsi entrando nella casa di un peccatore, scandalizzando gli osservanti. Il tuo grido: ”Imparate cosa significa misericordia voglio” ha trovato il suo esercizio nella confessione di Zaccheo, perché gli hai toccato il cuore e portato a conversione: “Se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto”. Zaccheo è lì ai tuoi piedi, per essere accolto nel tuo regno di perdono. Tu lento all'ira e ricco di misericordia non permettere che di fronte ai peccati altrui ci atteggiamo solo a giudici; ma facciamo un cammino con loro, per riportarli a te.

La preghiera è tratta dal libro: 
Pregare il Vangelo di P. Anastasio Francesco Filieri O Carm


Lectio Divina


domenica 23 ottobre 2016

Pregare il Vangelo


XXX Domenica del Tempo Ordinario - Anno C

Dal vangelo secondo Luca (Lc 18,9-14)
Preghiera


Cristo Signore, hai usato le parabole, le similitudini per il tuo insegnamento; le hai colte dalla vita di quanti ti ascoltavano, le hai dispiegate di verità, per farli accedere così alla conoscenza del vangelo del tuo regno, sempre in sintonia con il volere del Padre. Hai dovuto guerreggiare con gli osservanti della legge di Dio, ridotta al loro sentire e alla giustificazione dello stesso. Per questo hai ammonito che nessuno si lasci chiamare maestro; lo sei Tu solo. Gli osservanti farisei, accecati d’orgoglio, ritenevano che vantando meriti presso Dio e presso gli uomini sarebbero stati da Dio giustificati e dagli uomini ritenuti esemplari. 

Dio è verità, ci rammenta Agostino, e Tu di fronte a Pilato hai affermato che chiunque è dalla verità ascolta la tua voce. La verità che è da te, in sintonia con il Padre, si coglie nell'umiltà del porci davanti alla tua parola, lasciandoci permeare dalla stessa, senza usarla per medaglie al merito, smarrendo le tracce dell’opera di Dio in noi. Anche noi siamo soliti usarti e usurparti, Cristo Signore, nelle omelie, nella catechesi, nell'esercizio della carità. Allontana il fariseo che è in noi. Facci risuonare il Battista che, a quanti annunziava il vangelo del regno, invitandoli alla conversione per la tua venuta, ha affermato: “Bisogna che Lui cresca e io diminuisca”. Nell'esercizio del ministero, sacerdotale o laicale, donaci di rientrare in noi stessi e continuamente mettere in discussione la nostra fedeltà a te. Donaci la gioia di scomparire e dichiararci servi inutili; allora, come hai promesso, “prenderai il grembiule, ci farai sedere a tavola e ti metterai a servirci” . Allora la pienezza della tua gioia in noi sarà l’unica ricompensa. Rinunceremo alla gloria fatua di questo mondo. Come Paolo potremo risentire anche noi quanto gli hai detto: “Ti è sufficiente la mia grazia”.


La preghiera è tratta dal libro: 
Pregare il Vangelo di P. Anastasio Francesco Filieri O Carm


Lectio Divina

domenica 16 ottobre 2016

Pregare il Vangelo


XXIX Domenica Del Tempo Ordinario - Anno C

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 18,l-8)
Preghiera


Ci inviti, Cristo Signore, a pregare senza stancarci mai. È una iperbole, un tuo modo di esagerare per ripiegare su una verità molto semplice da capire e vivere: essere in uno con te e il Padre, avere la mente in te. Noi, come gli apostoli, ti diciamo: “Insegnaci a pregare”. Il tuo insegnamento è dispiegato in ciò che hai detto e fatto, e a noi tramandato dai santi vangeli. Possiamo cogliere il non stancarci mai proprio nell’essere una cosa sola con il Padre e compiere sempre il suo volere. Tu hai pregato il Padre che abbiamo a essere con te una cosa sola, come Tu sei con il Padre. Vuoi immesso, incarnato in te il nostro tempo e la nostra storia, onde permeare della tua presenza, come fonte ispiratrice, ogni nostro modo di essere, pensare e agire. Ed è questo che ti chiediamo; è una implorazione. Tu ci doni quella serenità, quella pace, che sorpassa l’umano sentire. Te la chiediamo non perché vogliamo vivere nel quietismo, ma perché, con Francesco, il poverello di Assisi, potremo affermare che “in tua voluntate est nostra pace”. 


La nostra esperienza di non vivere nella pace, nella tua pace, è dettata dal cogliere e sentire che non siamo nel tuo disegno di amore e di salvezza su di noi. Come il figliol prodigo abbiamo allora bisogno di rientrare in noi stessi, alzarci e incamminarci verso te, essere accolti da te, riconciliarci con te e celebrare con te la nostra pasqua. Questa nostra vita, vissuta nella carne, come la tua vissuta nel mistero della incarnazione, ha momenti forti e decisivi in cui dover andare nel deserto e presentarti la condizione che viviamo. Tu, Cristo Signore, lo hai fatto nel Getsemani e col ritirarti nel deserto quando, dopo aver dato da mangiare alla folla che ti seguiva per ascoltare la tua parola, volevano proclamarti re e distoglierti dalla missione per cui il Padre ti ha mandato. L’insegnaci a pregare senza stancarci mai è nella tua esemplarità, Cristo Signore.

La preghiera è tratta dal libro: 
Pregare il Vangelo di P. Anastasio Francesco Filieri O Carm


Lectio Divina


domenica 9 ottobre 2016

Pregare il Vangelo


VATICANO 1996 - Gesù guarisce il lebbroso
XXVIII Domenica del Tempo Ordinario - Anno C
Dal vangelo secondo Luca (Lc 17,11-19)
Preghiera

Hai iniziato la tua missione, Cristo Gesù, proclamando l’anno di grazia del Signore: mandato dal Padre per liberare dal giogo gli oppressi. A Giovanni, per affermare che sei Tu il messia, hai mandato a dire che i lebbrosi sono sanati. Sei venuto a dare cittadinanza e dignità, Cristo Gesù, a quanti sono stati allontanati dal consorzio umano: i lebbrosi. Allontanati dalle case, costretti a gridare la loro impurità a quanti eventualmente si accostavano. Hanno visto te andare loro incontro e, fermatisi a distanza, hanno impetrato la tua pietà su di loro. E tu, Signore Gesù, ricco di misericordia e anche attento alle norme levitiche, li hai mandati dai sacerdoti, perché essi ne attestassero la guarigione e li introducessero conseguentemente nel consorzio civile. Connubio tra l’antica e la nuova alleanza: legge levitica e misericordia messianica. 

Hai avuto il culto della pietà, della misericordia, mentre a noi puoi rimproverare di amare le ritualità liturgiche, l’emozionalità della novità dei gesti, il dare il primariato alla bella omelia più che alla proclamazione della tua Parola, per sentirci umanamente gratificati. Dei dieci lebbrosi guariti è uno, doppiamente emarginato, che torna a renderti grazie: un samaritano, lebbroso e marchiato bastardo. Si direbbe che il tuo amore viscerale, messianico, per gli ultimi ha avuto la sua teofania. Nella guarigione è risuonato il “misericordia voglio ” e “i peccatori e le prostitute vi precederanno nel regno dei cieli“. E peccatori castigati erano considerati i lebbrosi dai manipolatori della legge di Dio, che filtravano il moscerino e ingoiavano il rospo, addomesticando a loro piacimento la tua parola. Non permettere, Cristo Signore, che abbiamo mai a emarginare quanti Tu sei venuto ad accogliere per dare loro i primi posti nel tuo regno.

La preghiera è tratta dal libro: 
Pregare il Vangelo di P. Anastasio Francesco Filieri O Carm


Lectio Divina

domenica 2 ottobre 2016

Pregare il Vangelo


XXVII Domenica del Tempo Ordinario - Anno C
Dal vangelo secondo Luca (Lc 17,5-10)
Preghiera

I tuoi discepoli, adusi a vedere amministrata dai più la legge del taglione, rimangono interdetti nell'ascoltare da te, Cristo Signore, di concedere il perdono al fratello, che avendo offeso per la settima volta, per altrettante lo si dovrà perdonare. Si sono affidati al tuo volere; ma anche ti hanno chiesto di accrescere in loro la fede, che è dono tuo. E Tu hai detto di impetrarla e ottenerla almeno quanto il più piccolo dei semi, il granello di senape. Tra iperbole e parabole è data la tua risposta, per rendere comprensibili verità che sono nell'ordine divino. L’amore, da te riversato nei nostri cuori, rende possibile il perdono e scaccia l’ira per l’offesa. Dobbiamo sempre penetrare il tuo mistero d’amore. 
Tu donaci l’accesso. Ci ammonisci di dichiararci servi inutili, dopo che avremo osservato quanto ci comandi. Lo dici a noi che ci siamo posti alla tua sequela, e prima ancora ai tuoi discepoli che vedevano i farisei farsi belli della loro giustizia, fino a pretendere l’attenzione degli uomini, la benevolenza divina e la giustificazione. La misura del servo sei tu, obbediente al volere del Padre fino alla morte in croce. Per questo “il Padre ti ha esaltato e ti ha dato un nome che è al di sopra di ogni altro nome e ogni lingua proclama che tu, Cristo Gesù, sei Signore”; come ha affermato l’apostolo Paolo che, per conformarsi a te, si è fatto tutto a tutti. 


E come gli apostoli ti chiediamo: cosa darai a noi, se dopo aver fatto quanto ci comandi ci dichiareremo servi inutili? Riceveremo il centuplo di quanto abbiamo rinunziato a noi stessi, e poi la vita eterna? Sarai e sei tu, Cristo Signore, la nostra ricompensa? Non abbiamo calcoli da fare nel dare e avere. Tu riempi il nostro cuore e la nostra vita; solo ti chiediamo di non farci sperimentare il deserto della tua presenza, quei vuoti in cui le contingenze della vita ci distaccano da te, e noi stentiamo a inseguirti per agganciarci e ritrovarti in noi e tra noi.

La preghiera è tratta dal libro: 
Pregare il Vangelo di P. Anastasio Francesco Filieri O Carm


Lectio Divina



domenica 25 settembre 2016

Pregare il Vangelo


XXVI Domenica del Tempo Ordinario – Anno C 

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 16,19-31) 
Preghiera 


Cristo Gesù, attraverso la parabola di Lazzaro e del ricco epulone ci presenti la storia di un poveraccio e di un edonista, il cui dio era il suo ventre. Hai, così, voluto sconvolgere la mentalità degli osservanti di una legge riportata alle proprie convenienze: i poveri sono tali per la loro condizione di peccato, i giusti ottengono la benedizione di Dio e sono remunerati con l’abbondanza dei beni. Siamo soliti ridurre alle nostre convenienze la tua parola. Non ascoltiamo la tua parola in cuore puro e retta coscienza, facendola risuonare dentro di noi, ma la usiamo adattandola alle nostre attese e giustificazioni. La condizione di Lazzaro grida vendetta ai tuoi occhi e ne sposi la causa, introducendolo nel regno del Padre tuo alla fine dei suoi giorni. Parimenti, il ricco epulone finisce i suoi giorni senza possibilità di determinarli. Abramo, padre della fede dell’antico popolo, accoglie nel suo seno il povero Lazzaro, cui non era stato dato di essere soccorso nella sua indigenza terrena. 
VATICANO 1977 - Gesù resuscita Lazzaro
Il ricco è lì a patire, perché in vita ha atteso al godimento dei suoi beni, disattento alla parola dei profeti. Nell'estrema sofferenza, chiede che Abramo mandi Lazzaro ad avvertire i suoi familiari per non subire la stessa sorte. E Abramo, il padre per generazione naturale e per fede, prorompe nell'affermazione: “Ascoltino i profeti”. È la tua parola, Cristo Signore, che ci invita a segnare la nostra vita , a far scaturire opere conformi a quanto tu ci ispiri, per non essere soggetti al nostro fragile e opportunistico sentire. La Parola sei Tu e Tu sei Parola di Dio vivente. Fa’ che abbiamo ad accoglierla in interezza e verità, senza mortificarla, riducendola alle nostre convenienze. È la tua parola che dà senso alla vita, è verità di vita, perché ispirata dal tuo Santo Spirito. È salvezza e caparra per la vita eterna. Amen.

La preghiera è tratta dal libro: 
Pregare il Vangelo di P. Anastasio Francesco Filieri O Carm

Lectio Divina

domenica 18 settembre 2016

Pregare il Vangelo


XXV Domenica del Tempo Ordinario - Anno C

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 16,1-13) 
Preghiera

Cristo Gesù, il Padre creatore ha dato all'uomo di possedere la terra. Tu eri presso di Lui, perché nulla è stato fatto senza di te di tutto ciò che esiste. È un dono messo tra le nostre mani; mani operose per completare la tua opera. Ci hai affidato il creato per ammirarlo, custodirlo, amarlo, quale strumento per vivere in armonia con l’opera delle tue mani e usufruire dei suoi benefici. Vuoi che abbiano tutti a usufruire di questi benefici, come fratelli che condividono l’eredità lasciata dal padre. L’armonia dell’eden non è più da noi e la conquista e accaparramento dei beni genera contese e guerre di popoli. I beni sono divenuti oggetto di disordine. Il tuo vangelo ci impegna a essere buoni amministratori e ci ammonisce - attraverso la parabola dell’amministratore infedele, ma saggio nell'attendere ai suoi interessi - ad avere la stessa saggezza, la stessa intelligenza nell'esprimerci come figli della luce. Noi siamo amministratori dei benefici donati a noi dal mistero della grazia affidataci. Sono talenti, doni che hai posto nelle nostre mani, di cui ci renderai conto quando ci presenteremo dinanzi a te. Fa’ che non abbiamo a presentarci a mani vuote. Non avremo la possibilità come, l’amministratore infedele, di manipolare i dati della nostra condotta di vita. Fa’ che abbiamo a vivere sempre nella prospettiva dell’incontro con te, esercitati dalla liturgia dell’avvento, che ci prepara a incontrarti nel tuo natale, come alla fine dei tempi a conclusione dell’anno liturgico. Fa’ ancora della nostra vita un desiderio continuo di incontrarti, di percorrere le tue vie. Soccorrici quando intraprendiamo altre strade. Che non abbiano mai ad essere quelle della perdizione; ma della salvezza, per incontrarti definitivamente nell'ultima nostra ora e con il corpo glorioso nella risurrezione. Amen.

Lectio Divina

domenica 11 settembre 2016

Pregare il Vangelo


XXIV Domenica del Tempo Ordinario - Anno C
dal Vangelo secondo Luca (Lc 15,1-32) 
Preghiera

Cristo Gesù, hai fondato la legge del tuo regno sull'amore. L’amore verso coloro che più necessitano di essere accolti, riconciliati: i diseredati, i peccatori e quanti sono posti ai margini. Scandalizzando gli osservanti formali della legge, i farisei, hai affermato: “I peccatori e le prostitute vi precederanno nel regno dei cieli”. E agli osservanti di un culto formale: “Imparate cosa significa misericordia voglio e non sacrifici”. Condividi la sorte dei peccatori per portarli a salvezza. 

Ti muovono le viscere di un amore misericordioso umano-divino. Ti carichi la pecorella smarrita e la porti all'ovile. Inviti a cercare la perla preziosa, svendendo le altre. Quella perla è il tuo regno. E distingui tra giusti e ingiusti, additando il figliol prodigo tra i giusti e ingiusto l’orgoglioso giudice del fratello pentito. Ci riconosciamo nel figliol prodigo. Vogliamo a volte svincolarci da te. Usare della libertà per essere padroni di noi stessi e senza altro dio o comandamento. L’ebbrezza di possederci e non rendere ragione ad alcuno ci porta a dissipare tutte le risorse, le potenzialità, i doni che ci hai dato per elevarci alla dignità di uomini e figli di Dio. Facciamo della nostra fragilità una amara conquista; ma come il figliol prodigo, ci rendiamo conto e facciamo esperienza di essere pervenuti ad una profonda bassezza umana e morale. Allora ci torna in mente la casa abbandonata con arroganza e l’amore del Padre. Allora rientriamo in noi stessi, ci alziamo e andando incontro al Padre diciamo: sono nel peccato, usami quella misericordia che ha portato il tuo Figlio a redimermi sull'altare della croce. Più di me sei Tu ad attendere il mio ritorno, usarmi misericordia e donami di sentirmi riconciliato. Tu, Cristo Dio, per questo sei venuto al mondo e fa’ che non abbia mai ad abusare della tua misericordia, anche se infinita.

La preghiera è tratta dal libro: 
Pregare il Vangelo di P. Anastasio Francesco Filieri O Carm

Lectio Divina


domenica 4 settembre 2016

Pregare il Vangelo


XXIII Domenica del Tempo Ordinario - Anno C

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 14,25-33) 
Preghiera

Cristo Gesù, ti sei incamminato verso Gerusalemme avendo come prospettiva la croce. I tuoi discepoli hanno risposto alla tua chiamata e, da buon pastore, li porti a maturare la scelta di essere alla tua sequela, per accondiscendere alla tua chiamata. A Pietro, che voleva sapere cosa venisse dato loro, hai promesso il centuplo e la vita eterna. Il passaggio cruciale tra il centuplo in questa vita e poi la vita eterna è la croce, che partecipi a quanti ascoltano la tua parola, credono e ti seguono. Inviti anche noi che crediamo e speriamo in te a seguirti e amarti sopra ogni cosa, di un amore indiviso, assoluto. 
Croce e delizia, spogliamento dell’uomo vecchio e rivestimento dell’uomo nuovo, fatto a tua immagine e somiglianza. Solo in te e nel tuo disegno ci dici di amare familiari e congiunti. Tu sei stato esemplare, incarnato nel volere e nell'amore del Padre. A tua madre, che afflitta ti cercava in Gerusalemme, hai affermato che devi interessarti delle cose che riguardano il Padre tuo. A noi chiedi di avere un cuore libero, spirito di povertà e interiorità vissuta, per essere sempre pronti a corrispondere all'amore che hai per noi. E Tu donaci un supplemento di amore. Riempici dello Spirito d’amore. Senza la potenza del tuo Santo Spirito nulla è nell'uomo, cantiamo nella liturgia e affermiamo mentre, fedeli alla chiamata, ti seguiamo. Quando hai svelato il mistero del tuo corpo, fatto cibo, e del tuo sangue, fatto bevanda, alcuni ti hanno abbandonato, perché troppo duro per loro il tuo parlare. E Tu invitasti anche i tuoi ad andarsene. Non accetti compromessi, ma sincerità di cuore nella sequela. Pietro ha affermato che solo Tu hai parole di vita eterna, per cui non ti avrebbe lasciato. Noi oggi facciamo nostre le sue parole ed affermiamo: “Ti seguiremo ovunque ci condurrai, Cristo Signore”.

La preghiera è tratta dal libro: 
Pregare il Vangelo di P. Anastasio Francesco Filieri O Carm

Lectio Divina



domenica 28 agosto 2016

Pregare il Vangelo


XXII Domenica del Tempo Ordinario - Anno C
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 14,1.7-14) 
Preghiera

Cristo Gesù, sei entrato nella casa di un capo dei farisei, fedele osservante della legge e delle tradizioni, e ti sei seduto alla sua mensa; ma hai messo in contraddizione il suo mondo, fatto di apparenze e di supposta giustizia. Hai notato l’impegno e l’affanno nell'occupare i primi posti a tavola e hai affermato: “Quando sei invitato a tavola, scegli l’ultimo posto e quando fai inviti a pranzo fai sedere accanto te poveri e zoppi”. Hai così voluto scardinare il mondo farisaico, di vuote apparenze e di presunta giustizia. Hai iniziato l’annunzio del regno affermando: “Convertitevi e credete al vangelo”. Hai voluto, così, far entrare nel cuore degli uomini una verità di vita che coglie da Dio, dalla tua parola, le movenze da attestare davanti agli uomini. Il nostro porci avanti a te avrà riflessi davanti agli uomini, per porre sempre la nostra ragione davanti ai tuoi occhi e la motivazione della speranza che è in noi davanti agli occhi degli uomini. Forse il volere osservare e far osservare la legge di Dio ha portato gli osservanti farisei a forzare movenze esterne, senza cogliere e far cogliere lo spirito dell’obbedienza a Dio. Condizione in cui possiamo ritrovarci anche noi. Il contenuto del tuo annuncio, Cristo Signore, è anche una continua verifica per la tua Chiesa, permeata, a volte, dall'impegno apostolico come gratificazione personale, dall'essere attori piuttosto che ministri, senza ricordare le tue parole: “Dopo che avete fatto tutte queste cose, dichiaratevi servi inutili”, perché sei Tu la sola ricompensa. Ci è sufficiente il tuo amore, l’unico che gratifica il nostro impegno. Fa’ che abbiamo a sentire la ragione dell’impegno per la edificazione del tuo regno nel far risuonare nel nostro cuore e nella nostra mente il tuo vangelo e l’adesione sincera allo stesso. Nel cuore della nostra preghiera ci sia il cogliere e fare la volontà del Padre, prendendo te a modello, Figlio di Dio fatto uno di noi.

La preghiera è tratta dal libro: 
Pregare il Vangelo di P. Anastasio Francesco Filieri O Carm

Lectio Divina

domenica 31 luglio 2016

Pregare il Vangelo


XVIII Domenica del Tempo Ordinario - Anno C 
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 12,13-21)
Preghiera


Cristo Gesù, hai proclamato che i poveri di spirito sono beati. Beati perché interiormente liberi; liberi dal sovraccarico di pensieri e preoccupazioni che non danno senso alla vita. Semplici e puri attendono a te, Sommo Bene, perché sei Tu che li riempi di ogni bene, sei Tu quella perla preziosa che chi la trova svende le altre, di poco valore. Il tuo Santo Spirito, dono efficace concesso ai credenti nel tuo nome, fa compiere scelte sapienti. Nell'umile serva del suo Signore grandi cose ha fatto l’Onnipotente, perché Egli ha guardato la sua umiltà: vuota di sé e piena di Dio, ha accettato il suo disegno, annullando quello intessuto con Giuseppe. 

A chi enfaticamente ha chiesto di volerti seguire, hai affermato che gli uccelli del cielo hanno i loro nidi, le volpi le loro tane; ma tu non hai dove posare il capo. I beni di questo mondo svuotano e aggrediscono l’esigenza di Dio, si antepongono, perché materialmente più abbaglianti. Un uomo ti chiede di essere mediatore tra due fratelli per la spartizione dei beni ereditati. La tua reazione ha dato adito a una verità, espressa nella parabola, che evidenzia l’alienante accumulo di beni con la sicurezza di godere per lungo tempo degli stessi; ma il Signore Iddio lo chiama nell'altra vita e tutte le energie profuse nell'accumulo di ricchezze svaniscono. 

La tua sapienza, Cristo Signore, ci ha insegnato a guardare gli uccelli del cielo, che non seminano né mietono; ma il Padre celeste li nutre; ci ha insegnato che la vita vale più del vestito e che ogni giorno ha in sé un suo affanno.
Per questo ti chiediamo che la tua sapienza evangelica sia coscienza critica ai comportamenti di questo mondo che inconsciamente assimiliamo. Non vale la pena alimentare illusioni che ci distolgono e si contrappongono al rapporto con te, alla preghiera di comunione con te, alla condivisione di vita dei fratelli. Tu, Cristo Signore, alimenti la nostra vita e ci sazi di ogni bene.

La preghiera è tratta dal libro: 
Pregare il Vangelo di P. Anastasio Francesco Filieri O Carm


Lectio Divina

domenica 24 luglio 2016

Pregare il Vangelo


XVII Domenica del Tempo Ordinario - Anno C 
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 11,1-13) 
Preghiera

Cristo Gesù, eri a pregare in un luogo solitario per incontrare il Padre, entrare in comunione con lui, compiere il suo volere e realizzare la missione che ti ha affidato. Uno dei tuoi discepoli ti ha chiesto di insegnare loro a pregare. Si erano trovati nel tempio con te a pregare. Eri con loro quando hai scacciato i mercanti dal tempio e hai insegnato che la casa del Padre è casa di preghiera. Hai tacciato di mistificazione la preghiera dei farisei fatta ai crocicchi delle strade con le mani elevate al cielo. Hai invitato a pregare nel chiuso della stanza il Padre tuo. I tuoi discepoli hanno colto l’intensità dei momenti in cui eri in preghiera con il Padre. Ti sei posto presso i tuoi discepoli come modello di orante. 

La tua orazione è comunione di amore con il Padre, per cogliere e affermare il suo volere in te, e nel suo volere il disegno sulla tua missione ed essere con Lui, come hai affermato, una cosa sola. 
Nell'esemplarità della preghiera che hai insegnato ai tuoi discepoli, ed essi hanno trasmesso a noi, ritroviamo tutto l’impianto del rapporto con il Padre e il suo volere su di noi. Il tuo e nostro è un Padre che fa sorgere il suo sole suoi buoni e sui cattivi; che non fa differenza di persone. Lo invochiamo perché manifesti la sua santità e bontà con l’attuazione del suo regno in noi e tra noi, attenda al sostentamento dignitoso del suo popolo; essendo figli di un unico Padre, ci invita al perdono reciproco, come lui “lento all'ira e ricco di misericordia”, ci perdona e, nelle prove della vita come nella tentazione, fa che non abbiamo a soccombere. E da ultimo hai affermato che il massimo del dono da impetrare al Padre è lo Spirito Santo; Lui, il Signore che ispira le movenze della nostra vita, ci dà la vita, la pienezza di vita, la verità di vita, la santità.

La preghiera è tratta dal libro: 
Pregare il Vangelo di P. Anastasio Francesco Filieri O Carm


Lectio Divina

domenica 17 luglio 2016

Pregare il Vangelo


LAOS 1984 - Marta di Betania
XVI Domenica del Tempo Ordinario - Anno C 
dal Vangelo secondo Luca
(Lc 10,38-42) 
Preghiera


Cristo Gesù, scaturisce spontaneo il rammarico di non essere stato un tuo conterraneo, non averti incontrato, non averti visto e posato lo sguardo sul tuo volto, suoi tuoi occhi e soprattutto sulle tue labbra mentre parlavi. Incantata una donna nell'ascoltarti, ha esultato di gioia e gridato: “Beato il grembo che ti ha portato e il seno che hai succhiato”. Stupore, ammirazione, enfasi per l’autorità e la potenza della tua parola, ascoltata e risuonata in lei. Anche il centurione aveva ascoltato e ammirato l’autorità della tua parola. Alla stessa ha fatto riferimento nel chiederti di guarire un suo servo, tanto da escludere la tua volontà di andare nella sua casa. Le stesse parole ci fa ripetere la liturgia eucaristica, prima di comunicarci al tuo corpo e al tuo sangue. La nostra è una recita e non ha l’intensità del centurione. Maria di Betania ti ha ascoltato ed è rimasta ai tuoi piedi in contemplazione. 

VATICANO 1977 - Lazzaro
Sono risuonate in lei parole di vita eterna. Marta, nel farsi incontro a te per la morte di Lazzaro, aveva affermato: ”Signore se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto; ma ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà”. Pur avendo Marta questa immensa fede, ha creduto opportuno attendere alle cose di casa, per far piacere all'ospite. Si è sbagliata, perché Maria aveva scelto la parte migliore della tua presenza, nella sublime attrazione della tua parola e nell'entrare in sintonia con te. A tanti hai parlato, tanti ti hanno seguito, a tanti hai cambiato la vita e hai dato che le tue parole fossero rimuginate in loro; cibo di vita e luce ai passi. Sia anche per noi, e te lo chiediamo in un mondo di parole vuote, senza spessore e senza senso, a doppio senso e senza senno. Tu sei il Verbo incarnato, la tua parola è sapienza che viene dall'alto. Signore noi crediamo che Tu solo hai parole di vita eterna. Amen.

Lectio Divina